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Vita d'appartamento: il gatto soffre?

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Per rispondere a questa domanda occorre valutare correttamente la situazione attuale dei gatti cittadini, considerando che questi animali hanno ormai alle spalle millenni di vita a contatto con l'uomo. In passato, nelle case di campagna, nei castelli, nei palazzi signorili, nei monasteri e nei borghi, i gatti erano di casa ovunque, essendo in concreto, i soli efficaci avversari dei topi. Il gatto libero di uscire in strada e di tornare a suo piacimento è stato una realtà fino ai tempi relativamente recenti; poi la struttura delle città è cambiata, e con essa anche la mentalità dei suoi abitanti.

Se è vero che solo un secolo fa i gatti metropolitani se ne andavano su e giù per le scale accettati da tutti, è altrettanto vero che nelle residenze moderne, spesso, occorre l'intervento dell'avvocato per far rispettare le normative di legge che riguardano gli animali domestici. Oggi il gatto che vive in appartamento trova in esso tutto il proprio mondo. Si tratta certamente di un orizzonte limitato, ma per valutare in che modo lui lo viva è necessario fare alcune considerazioni oggettive.

Per il trovatello salvato da una vita di stenti questo orizzonte, seppur limitato, è un vero paradiso se confrontato con una gabbia di un rifugio o con il vagabondaggio in cerca di cibo che non sempre si trova, con la probabilità di ammalarsi, il rischio di nutrirsi di un topo avvelenato, il pericolo degli incidenti stradali. Non ultima, la possibilità di subire violenza da parte di una frangia di umanità crudele e superstiziosa, che purtroppo esiste. Il micino, di fatto, si adatta molto facilmente e vive sereno e pacifico nel suo mondo casalingo per lunghi anni. Lo stesso, a maggior ragione, si può dire dei gatti nati in casa.

Ma i casi più significativi sono quelli dei randagi adulti raccolti per strada: in pochi giorni diventano i padroni della casa, mangiano, dormono e fanno le fusa e non sembrano proprio rimpiangere la dura vita di gatti liberi. Infine, sul piatto della bilancia bisogna mettere anche la componente affettiva che purtroppo molte persone ancora non riconoscono al gatto e che invece ha un'enorme rilevanza. Questo piccolo felino, proprio per la sua lunga consuetudine con l'uomo, ha ormai assunto connotazioni più sociali, come dimostrano le comunità feline che si sono stabilite in molte città europee.

Micio stabilisce con i membri della sua famiglia umana un vero rapporto d'affetto che per lui diventa più importante della libertà di vagabondare per le strade e i cortili. La casistica esaminata dai veterinari comportamentalisti e dagli psicologi depone decisamente a favore di questa teoria, che sfata una volta per tutte le vecchie credenze popolari, come quella che il gatto si affeziona alla casa e non alle persone. Ricordiamo che la sterilizzazione è un intervento necessario per i gatti d'appartamento, non solo per il bene del proprietario, ma anche per la serenità e la salute del gatto stesso.

Se il gatto di casa tenta di cacciare gli uccellini quando si trova sul balcone, non significa che soffre per la mancanza di libertà. Micio si diverte  a cacciare anche se non è in preda ai morsi della fame e anche se il topo è meccanico; si tratta di un comportamento istintivo che può essere soddisfatto con adeguati giocattoli. Ma allora lo stare sempre in casa è sinonimo di felicità per Micio? Certamente la vita casalinga gli allunga la vita, gli garantisce cure e cibo in abbondanza, ma allo stesso tempo però può provocare ansia, nevrosi e stress che si manifestano con comportamenti a volte difficili da affrontare. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Susi
0 #1 Susi 2018-03-24 19:35
Bell'articolo, ero proprio curiosa di leggerlo. Avendo il giardino abbastanza sicuro, non riuscirei a tenere il gatto solo in casa. Ma se abitassi in città non lo farei uscire per via del traffico. Probabilmente ne prenderei due che non possono uscire a causa di un loro problema di salute. *confuso .