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Emozioni e sensazioni feline

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Oggi anche la scienza ammette che gli animali, gatti compresi, sono in grado di provare emozioni. Un tempo si credeva che si limitassero alle più primitive, come l'aggressività e la paura, ma le ultime scoperte in campo neurologico dimostrano la capacità di provarne di molto complesse. Il gatto sperimenta emozioni sia positive sia negative, comprese in una scala che può variare dal piacere all'estasi e dall'ansia al terrore. Il sistema limbico è composto da una serie di strutture poste alla base dell'encefalo (ippocampo, amigdala e altre).

È sede di emozioni ed istinti, in particolare di quelli essenziali alla sopravvivenza, quali paura e rabbia, nonché di tutti i sentimenti piacevoli collegati a cibo e comportamento sessuale. L'ipotalamo presiede alle emozioni, agli stimoli della fame e della sete, al ciclo sonno-veglia e a numerose altre funzioni atte a mantenere l'equilibrio fisiologico dell'organismo. Inoltre, attraverso il sistema endocrino, controlla la secrezione di alcuni ormoni, che non si possono tralasciare parlando di intelligenza ed emozioni, poiché ricoprono un ruolo essenziale.

In particolare le ghiandole surrenali entrano in azione nelle situazioni di stress e secernono adrenalina, responsabile del cosiddetto fight or flight (l'istinto di combattere o scappare di fronte al pericolo), oltre al cortisone, che ha il compito di regolare il metabolismo in presenza di stress mentale o fisico. Situazioni di stress cronico possono causare un aumento abnorme dei livelli di cortisone nel sangue, con conseguente indebolimento del sistema immunitario e maggiore suscettibilità alle malattie infettive. Il piacere è senz'altro la sensazione che ognuno di noi vuole assicurare al proprio Micio.

Uno stato d'animo facilmente riconoscibile quando il pelosetto ci si rannicchia contro facendo le fusa ed impastando con le zampette anteriori. Un comportamento istintivo questo che risale alla prima infanzia, quando faceva la stessa operazione contro la mammella di mamma-gatta per stimolare la secrezione di latte. Anche il gioco costituisce un'esperienza molto piacevole poiché stimola il rilascio di dopamina, un neurormone che procura una senso di benessere. Una sensazione simile a quella che si prova dopo un'ora di allenamento in palestra. Tuttavia non è sempre facile determinare lo stato emotivo del gatto.

Non essendo un animale spiccatamente sociale, non avverte la necessità di segnalare le proprie emozioni, soprattutto se questo rischia di porlo in una situazione di svantaggio e quindi renderlo vulnerabile ad un eventuale attacco. Per finire due curiosità: in media il cervello del gatto è lungo cinque centimetri e pesa trenta grammi. Studi compiuti (dal Dipartimento Comportamentale del Museo di Storia Naturale di Londra) hanno dimostrato che Micio è in grado di risalire indietro nel tempo fino a 16 ore, mentre Fido ha una memoria non oltre i cinque minuti! (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Susi
+1 #4 Susi 2018-02-01 13:00
Grazie di queste delucidazioni Niki.... ora capisco molto meglio questo studio e la differenza tra memoria e apprendimento. c04
 
 
Nikiezorro
+1 #3 Nikiezorro 2018-01-31 18:59
Citazione Susi:
Sono del tutto d'accordo con Perla, anche se non ho capito bene la questione della memoria. Significherebbe che dopo 16 ore risp. 5 minuti non si ricordano cosa hanno fatto o è successo? *scioccato


Secondo questo studio la memoria (a breve termine) dura così poco. Però poi c’è tutta una distinzione da fare tra memoria e apprendimento che sono due concetti inevitabilmente legati: anche noi del resto siamo tenuti a ricordare nozioni e procedure utili a muoverci nei vari ambiti della nostra vita. Il processo di apprendimento attraverso la memoria è legato alle esperienze vissute dal gatto, buone o cattive che siano. È per questo che reagisce in un certo modo quando è ora di mangiare o quando si trova di fronte ad alcuni animali o persone. Ciò che impara il gatto è legato direttamente ai benefici che può trarre dall'apprendime nto: se considera che un'esperienza non è utile, probabilmente verrà eliminata con la memoria a corto termine. È per questo che spesso è così difficile insegnargli a non graffiare determinati oggetti o mobili... Se un micio ha vissuto un'esperienza particolarmente traumatica tempo prima, è possibile che la memoria a lungo termine duri più a lungo. Tuttavia ancora non esiste un'opinione così assoluta a riguardo. Ciò che è certo è che i gatti sono in grado di ricordare situazioni che possono essere positive o negative e ciò gli serve per sapere se le possono ripetere o meno. Inoltre ricordano anche le persone o altri animali e le sensazioni associate a tali esseri viventi. Infine, il gatto ha anche memoria spaziale. Grazie a questa memoria è in grado di imparare velocemente dove si trovano gli oggetti dentro casa, soprattutto quelli che gli interessano, come letto, ciotole e lettiera. Per lo stesso motivo osserverà con interesse qualsiasi nuovo oggetto o mobile aggiunto dentro casa...
 
 
Susi
0 #2 Susi 2018-01-31 17:53
Sono del tutto d'accordo con Perla, anche se non ho capito bene la questione della memoria. Significherebbe che dopo 16 ore risp. 5 minuti non si ricordano cosa hanno fatto o è successo? *scioccato
 
 
Perla
+1 #1 Perla 2018-01-28 22:36
Molto interessante e, con sorpresa, ho letto le curiosità. Chi l'avrebbe mai detto che Micio potesse battere Fido in una questione di memoria! c05