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Il diabete nel gatto

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Sempre più spesso, in occasione delle rubriche dei telegiornali sulla salute, durante i programmi televisivi specialistici o anche solo sugli opuscoli presenti nelle sale d’attesa degli studi medici, si sente parlare in maniera terroristica del diabete. Da qualcuno è stato anche denominato la 'malattia del secolo', e sembra che i casi di diabete mellito in medicina umana siano in vertiginoso aumento nel mondo occidentale, quello caratterizzato da un maggior benessere. Sarà per caso o sarà perché vi si pone maggiore attenzione, ma sembra che questa patologia sia in aumento anche tra i gatti.

COS’È IL DIABETE

La definizione di diabete si legge in maniera semplice ed esaustiva sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità: “Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina” (www.epicentro.iss.it). L’insulina è l’ormone prodotto dalla porzione 'endocrina' del pancreas che consente il passaggio del glucosio dal circolo ematico alle cellule, al fine di venire utilizzato per i propri processi metabolici e per la produzione di energia. Quando questo meccanismo si rompe, per diversi motivi, il glucosio rimane nel sangue alzando così i livelli di glicemia, uno dei parametri che i medici tengono in particolare attenzione quando prescrivono le analisi del sangue di routine. Esistono diverse tipologie di diabete, ma nel gatto sembra che il cosiddetto 'diabete di tipo II' sia quello più frequente.

LE CAUSE DEL DIABETE

Il diabete mellito è una patologia piuttosto complessa. Tra i fattori che possono determinare l’insorgenza di questa endocrinopatia, termine generico con il quale si usa indicare le malattie del sistema endocrino, sono stati identificati l’età che avanza, l’obesità, la scarsa attività fisica e l’alimentazione inadeguata... tutti fattori comuni anche al diabete umano. Sono i nostri animali che diventano sempre più simili a noi o il contrario?

Anche la razza sembra rappresentare un fattore predisponente: in un recente studio (O’Neill et al., 2016) sono state indicate come maggiormente interessate dal problema razze come il Burmese, il Tonkinese e il Norvegese delle foreste. Quanto sopra accennato non sta a significare che solo un gatto obeso, sedentario, anziano o appartenente a una delle razze indicate possa essere colpito dal diabete, ma semplicemente che questi fattori aumentano notevolmente il rischio. Ad esempio, l’obesità sembrerebbe incrementare di circa quattro volte le probabilità di ammalarsi di diabete e la maggior parte dei gatti colpiti avrebbero un’età superiore ai sei anni.

QUANDO AVERE IL SOSPETTO DEL DIABETE?

I segni clinici che spingono a sospettare il diabete nel gatto sono abbastanza caratteristici per il veterinario, ma spesso non vengono colti immediatamente dal proprietario. Soprattutto i gatti che conducono una vita indoor/outdoor, ovvero che hanno la possibilità di entrare e uscire di casa a piacimento, sono difficili da osservare, ma c’è di buono che questi soggetti, in genere, fanno più attività fisica rispetto ai gatti destinati a una vita esclusivamente in appartamento e quindi, secondo quanto sappiamo sul diabete, risulterebbero un po’ meno predisposti. In ogni caso, la maggior parte dei felini colpiti da diabete mostrano le '4P', ovvero polidipsia (bevono tanto), poliuria (urinano molto), polifagia (hanno molta fame) e perdita di peso. Quando questi segni clinici diventano marcati, è il momento di consultare il veterinario. In un numero minore di casi i segni clinici osservabili sono di tipo posturale e neurologico, ovvero i gatti denotano debolezza degli arti posteriori o anteriori, riluttanza a saltare e atteggiamento plantigrado, ovvero camminano appoggiando a terra tutto l’arto posteriore. Si può osservare anche un peggioramento generale dell’aspetto del felino, compresa l’opacità del pelo, e nei casi più gravi si può manifestare depressione, letargia e vomito.

COSA FARE IN CASO DI DIABETE NEL GATTO

Indubbiamente la prima cosa da fare è segnalare il problema al veterinario che, attraverso la visita clinica, l’esame delle urine e del sangue, potrà diagnosticare la presenza o meno della patologia. In caso di conferma, la gestione è sicuramente lunga e richiede un monitoraggio periodico, ma soprattutto la collaborazione del proprietario nel portare avanti le terapie del caso. La terapia è volta a ristabilire i livelli glicemici (nel gatto la glicemia è normalmente di circa 80-120 mg/dl, ma può raggiungere valori davvero molto elevati in corso di diabete mellito, anche oltre 400 mg/dl) ed eliminare i segni clinici, consentendo all’animale di raggiungere una buona qualità di vita ed evitare, se possibile, di ricorrere alla somministrazione di insulina per sempre. La gestione alimentare del gatto diabetico è uno dei pilastri su cui si basa il trattamento del problema: ricordiamo che in natura il gatto è un carnivoro stretto, pertanto la sua alimentazione è a base di proteine di origine animale e di grassi, mentre il contenuto di carboidrati è veramente irrisorio.

LA PREVENZIONE

Purtroppo non è possibile impedire che il nostro animale invecchi, quindi per quanto riguarda il fattore età non possiamo fare proprio nulla. Di sicuro però possiamo permettergli di mantenersi in forma somministrandogli un’alimentazione equilibrata, sia nella composizione che nella quantità, e adatta alla sua fascia di età o alla sua condizione fisiologica e consentirgli di fare attività fisica. Se non è possibile permettergli di uscire, magari lo si può spronare a giocare più spesso dentro casa, arricchendo il suo ambiente e rendendolo più interessante. (Foto: Pinterest)

Testo di Cristiano Papeschi e Linda Sartini, laureati in Medicina Veterinaria

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Commenti   

 
Susi
+1 #2 Susi 2017-12-22 21:13
Due dei miei gatti hanno avuto il diabete, uno ha risposto bene all'insulina, all'altro non abbiamo potuto aiutare, era resistente *piangere
Ho letto l'articolo con molto interesse, perchè anch'io temo tanto questa malattia!
 
 
Perla
+1 #1 Perla 2017-12-17 14:51
Tra le tante patologie che temo per i miei gatti metto ai primi posti proprio il diabete....... *confuso *arrabbiato