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L'ora delle coccole

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Il rapporto tra le effusioni e il gatto di casa è molto delicato e si impara... direttamente sul campo. Ma per chi vuole saperne di più, esistono punti in cui i gatti davvero adorano essere accarezzati e altri in cui è meglio non disturbarli affatto. Sempre ricordando la prima regola: la coccola è un momento di relax biunivoco e nasce in momenti di benessere comune, proprio per questo è nell'empatia con l'animale di casa che nasce il terreno fertile per rilassarsi insieme e fargli qualche dolce carezza.

Ci sembra il momento giusto? E allora, via alle effusioni. L'approccio migliore è quello del portare delicatamente la mano verso il musetto del micio. In questo modo e soprattutto se il gatto ancora non ci conosce, potrà odorarci e iniziare a scoprirci attraverso l'olfatto. È anche un modo per chiedergli il permesso di essere accarezzato. Solo dopo il suo benestare potremo procedere con dolcezza, lentezza e delicatezza, felici per ogni singolo attimo di effusione.

Meglio farlo sempre senza tenerlo costretto tirandolo su da terra. Lasciamo il gatto libero di andare via quando si stuferà delle coccole, facendo sì dunque che abbia libertà di movimento e una via di fuga semplice. Una buona tecnica per imparare da lui direttamente il massaggio è quella del cosiddetto rollercoaster: avviciniamoci mostrando il dorso della mano, e il gatto ci farà vedere, strusciandosi su di noi, come desidera essere coccolato.

Le carezze perfette per il gatto partono dalla testa e arrivano fino alla fine dei fianchi, percorrendo il pelo con la mano delicatamente dall'alto verso il basso. Anche la zona sotto il muso, grattata dolcemente, produrrà nel micio sensazioni positive, e poi poco più sotto, nella gorgiera, le carezze saranno un momento di beatitudine. Il muso e le guance laterali sono un altro punto amato, se agiamo con particolare riguardo possiamo accarezzargli anche le vibrisse e le orecchie.

Usiamo ancor più delicatezza nelle zone particolarmente sensibili del gatto, dove le coccole si possono fare solo se non ne è infastidito. Si tratta della pancia, le ascelle, la coda e le zampe: alcuni gatti non amano essere accarezzati qui, altri invece si lasciano approcciare dai loro padroni e non disdegnano carezzine e grattatine anche nei punti più delicati. Talvolta può però capitare che Micio - dopo lunghe sedute di coccole e carezze - prima lecchi la nostra mano e poi la mordicchi. Beh, non si tratta di ingratitudine, ma del suo modo per dimostrarci il suo affetto.

Un gatto, infatti, non sa baciare e così, per dirci che ci ama, ci dà un piccolo morso. Di regola non si tratta mai di morsi in grado di procurarci dolore. Se desideriamo comunque che il nostro gatto sia un po' meno... affettuoso e che non ci morda abbiamo due strade da seguire: non accarezzarlo troppo a lungo, perché rischiamo appunto di sovrastimolarlo e portarlo a morderci oppure, se ci morde, dirgli un NO deciso, smettendo subito di accarezzarlo e guardando altrove. Così facendo, troverà presto altri modi per dimostrarci il suo affetto! (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
0 #2 Perla 2016-12-20 21:10
Articolo molto interessante in effetti. Il nostro Enki - ma anche Ninive - al posto dei "morsetti" usa dare dei colpetti di testa per continuare a ricevere coccole c36
 
 
Susi
0 #1 Susi 2016-12-19 12:01
Mi piace moltissimo questo articolo.... che conferma tutte le esperienze di coccole fate ai e ricevute dai nostri mici c07