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Il gatto nervoso

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Di regola il gatto adulto è abbastanza sicuro di sé da saper affrontare ogni situazione della vita, ma se nell'infanzia gli è venuta meno la giusta esposizione alla quotidianità domestica, con tutti i disturbi che essa comporta, un nonnulla può bastare per farlo correre a nascondersi. Come abbiamo già visto, la personalità e il comportamento del gatto sono plasmati da una serie di istinti legati alla specie, al patrimonio genetico e alle esperienze vissute da cucciolo.

È la combinazione di tutti questi elementi a rendere ogni individuo assolutamente unico, a decidere se sarà coraggioso, sicuro di sé, attivo e socievole. Lo sviluppatissimo istinto di sopravvivenza gli permette di valutare il pericolo con rapidità e gli suggerisce quale reazione adottare, che il più delle volte coincide con la fuga per evitare lo scontro fisico. Alcuni gatti nascono con una predisposizione naturale all’ansia e, nonostante abbiano avuto una corretta socializzazione da cuccioli, proprio non riescono a capire che la vita di casa è relativamente priva di pericoli.

Ciò significa che vivono in perenne attesa che accada qualcosa di brutto. L’ansia si trasforma in paura se, a giudizio del gatto, un dato stimolo si rivela effettivamente pericoloso. La paura, come si sa, stimola la produzione di adrenalina per preparare l'animale ad affrontare la situazione lottando, scappando, restando immobile (nella speranza di non essere individuato) o cercando di ammansire l'eventuale nemico. Come abbiamo già sottolineato, nel 99% dei casi è la fuga la scelta preferita.

Un gatto nervoso è facile da riconoscere poiché si comporta secondo schemi ben precisi. Per esempio, sobbalza e scappa a nascondersi quando suona il campanello, o sussulta se ci vede allungare una mano o se semplicemente gli passiamo accanto. La ritirata sempre e comunque dinnanzi a tutto quanto esuli dalla normalità è la sua unica e migliore arma di difesa, che poi si traduce in ore intere trascorse sotto il letto o nell'armadio. In molti sono portati a credere che questo atteggiamento sia dovuto ad angherie e crudeltà sofferte in passato, ma non è detto che sia sempre vero.

Una timidezza così spiccata predispone gli individui nervosi a patologie quali la cistite idiopatica e numerose altre legate allo stress. Spesso il proprietario di un gatto nervoso è convinto che parlare a bassa voce e muoversi in punta di piedi aiuti Micio a non sentirsi minacciato, ignorando che la sola tensione creata da questo pensiero costante è sufficiente a scatenare in lui un attacco di ansia. Se proprio vogliamo aiutarlo, siamo rilassati e comportiamoci normalmente.

Evitiamo, poi, di dimostrargli il nostro affetto a ogni piè sospinto, magari andando a tirarlo fuori dal suo nascondiglio o rivolgendogli tutta la nostra attenzione non appena si affaccia nella stanza: in questo modo ai suoi occhi appariremo solo minacciosi e soffocanti. Meglio concedergli una sorta di ‘mantello dell’invisibilità’ che gli permetta di muoversi indisturbato per casa senza sentirsi costantemente osservato e seguito. Per tessere questo ‘mantello’ evitiamo il contatto visivo e non dialoghiamo con lui, nemmeno con il linguaggio del corpo, a meno che non sia lui per primo ad ‘attaccar bottone’.

Offriamogli una leccornia ogni tanto, in modo da favorire le associazioni positive e l’instaurarsi di un buon rapporto. Una ciotola con qualche boccone di carne, pesce o di qualunque altro alimento gli piaccia si rivela spesso uno sprone efficace per indurlo a esplorare la casa o a trascorrere del tempo accanto a noi. Proviamo anche ad abituarlo a mangiare direttamente dalla nostra mano appoggiandola sul pavimento con qualcosa di gustoso nel palmo.

Anche il gioco, per molti gatti davvero irresistibile, può contribuire a creare un buon rapporto se avremo l'accortezza di usare corde e bastoncini abbastanza lunghi da permettere a Micio di goderseli senza temere che possiamo avvicinarci troppo. L'abitudine di rassicurarlo quando si mostra intimorito dinanzi a situazioni che invece non hanno nulla di pericoloso non fa che esacerbarne il nervosismo: meglio quindi ignorarlo e conservare le coccole per quando sarà più calmo.

In ultimo, è importante comprendere il punto di vista e le aspettative di un gatto nervoso. Se lo vediamo trascorrere anche intere giornate sotto il letto noi pensiamo che la sua sia una ben misera esistenza; ma se per lui nascondersi significa scampare a un pericolo, sotto quel letto trova un'oasi di sollievo e sicurezza, altro che emozioni negative! (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
0 #2 Perla 2016-10-15 14:06
Lunghissimo e completo articolo! Bravissima Niki!
La foto poi.....la classica immagine che vale più di 1000 parole c28
 
 
Susi
0 #1 Susi 2016-10-14 18:43
ottimo articolo Niki, grazie per queste preziose spiegazioni e consigli. La foto mi ricorda uno dei mici che ho avuto in stallo, stessa espressione, stessa disperazione *piangere