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Piccole anime,

grandi emozioni...

...nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore...

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Il gatto non è socievole come noi

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Ripensando a cosa abbiamo fatto nell'ultimo mese, ci verranno in mente il lavoro e i colleghi, il caffè o l'aperitivo preso con gli amici, gli ospiti avuti a pranzo o a cena e le uscite al cinema o alla pista di ghiaccio con tante altre persone. A noi esseri umani piace condividere i pasti e stare insieme, socializzare al punto che organizziamo anche eventi e cerimonie speciali come matrimoni, compleanni o feste di laurea per godere della compagnia di amici e parenti. Per i gatti vale il contrario.

Cacciano da soli e mangiano da soli (a meno che non abbiano cuccioli da nutrire). Giocano con lacci e corde e quant'altro ma solo insieme a noi umani, non con altri gatti. Impossibile immaginare Micio che gioca a pallone con noi, mentre non è poi così raro vedere un cane che lo rincorre entusiasta insieme ai proprietari. In poche parole, la vita sociale così come la intendiamo noi proprio non fa per loro.

Le colonie selvatiche, in cui le femmine condividono i doveri materni con le sorelle, di solito sono composte da individui imparentati fra loro che scacciano gli estranei dal proprio territorio (ad eccezione dei bei gattoni interessanti!) e convivono perché è in quel luogo che si trovano cibo e riparo. Ciononostante ci aspettiamo che i nostri mici convivano a comando. Pretendiamo che le madri vivano con i figli anche se noi per primi non sopporteremmo di condividere casa con la nostra.

Oppure esigiamo che esemplari non imparentati vadano d'amore e d'accordo. Dipendesse da noi correremmo a prenderne un altro e, nei nostri progetti, gli altri lo accoglierebbero subito come un nuovo amico. Spesso tutto inizia quando si hanno due fratelli e uno dei due viene a mancare. Osserviamo il sopravvissuto e ci convinciamo che il suo muoversi per casa sia in realtà un continuo vagare alla ricerca del fratello scomparso o della sorella perduta. Di sicuro si sente solo. Chissà quanto gli manca.

Per noi umani la soluzione è ovvia: colmare quel vuoto con un altro gatto. Ma per il nostro amico rischia di essere solo un altro problema: ha perso l’amato fratello e adesso dovrebbe anche andare d'accordo con l’intruso che minaccia la sicurezza della sua casa?...

CONSIGLIO FELINO

L'arrivo di un nuovo gatto è spesso foriero di litigi. Uno studio in materia mostra che meno di un quarto dei nuovi arrivati è accettato senza ostilità. A un mese dall'introduzione circa la metà si inserisce senza subire aggressioni ma i litigi proseguono anche da due a dodici mesi dopo, con una maggiore incidenza in caso di scontro fin dall'arrivo. Una riprova del fatto che è buona regola introdurre un nuovo esemplare gradualmente e prestando particolare attenzione agli odori, servendosi al bisogno anche di prodotti industriali come Feliway. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
0 #2 Perla 2016-10-13 12:18
Si si. Ottimo articolo Niki! c28
Può capitare di avere gatti che vanno assieme ovunque - ne abbiamo anche in colonie - ma rappresentano l'eccezione e mai la regola.
 
 
Susi
+1 #1 Susi 2016-10-10 14:58
ottimo l'articolo ed i consigli c09
Aggiungo solo che abbiamo avuto un gatto che giocava con noi: lanciavamo un elastico e lui ce lo riportava con entusiasmo, aveva anche altri comportamenti che ricordavano più quelli di un cane che quelli di un gatto. L'avevamo preso già adulto al gattile..... l'abbiamo chiamato Twisty c07