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I gatti ci guardano dall'alto in basso

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Winston Churchill, diceva che i cani ci guardano dal basso, i gatti dall'alto in basso, ma i maiali da pari a pari. Il grande statista britannico ha accolto molti mici ma il suo preferito era Jock, un gattone che aveva il permesso di dormire sul suo letto e per il quale il celebre politico lasciava sempre una sedia vuota a tavola nell’eventualità che l’animale si degnasse di tenergli compagnia durante il pranzo. Prima di morire nel 1965, Churchill citò Jock nel suo testamento, proprio come fosse stato un membro della famiglia.

A me è capitato spesso di provare la sensazione che i miei mici mi considerino un membro del gruppo inferiore e, a volte, anche piuttosto seccante... Mai nessun gatto mi ha fatto sentire superiore. Poiché Micio non è abituato ad avere un capo o un esemplare alfa, non possiamo certo aspettarci che il nostro felino pensi a noi in questi termini. Se i cani sanno dimostrare la propria sottomissione e si abbassano fino a strisciare sulla pancia dinanzi a chi considerano un gradino sopra di sé, ai gatti non passa nemmeno per l’anticamera del cervello.

Per loro il miglior modo di affrontare i problemi è evitarli ma, in caso di contrasto o addirittura di litigio, nulla nel loro linguaggio corporeo indicherà mai sottomissione o rammarico. Per i cani è normale litigare e poi fare la pace. Spesso i gatti non ne sono capaci. E, anzi, hanno una memoria di ferro e alcuni esemplari non sanno dove stia di casa il perdono, in nessuna circostanza. Ecco spiegato perché punire il gatto è una mera perdita di tempo ed energie.

Come ogni buon addestratore di cani insegna, la punizione è il modo meno efficace per insegnare a un cane, figuriamoci a un gatto. La differenza sta nel fatto che Fido può anche rassegnarsi a essere punito e arrivare a leccare la mano di chi lo colpisce, ma Micio non sta certo fermo a farsi sgridare o punire, e, a meno che non sia tenuto sempre in casa e non abbia quindi alternativa, stiamo pur certi che non tarderà ad abbandonare il proprietario che lo maltratta.

Un gatto cui è stato fatto del male, anche minimo, può perdere per sempre la fiducia in chi lo ha fatto soffrire e alcuni esemplari arrivano persino a perdere la fiducia nel genere umano. Conquistare la fiducia di un gatto è un lavoro fatto di pazienza e di assoluta coerenza. Come animali dalle origini solitarie, i gatti hanno un fortissimo senso di sopravvivenza e questo è il motivo per cui perdere la loro stima può costare la rottura definitiva di una relazione. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Susi
+1 #2 Susi 2016-03-11 18:35
Mi perdo in questi occhi.....

Mi è piaciuto moltissimo l'articolo e sono anche d'accordo con Perla c36
 
 
Perla
+1 #1 Perla 2016-03-09 14:13
Ogni gatto è un mondo e 2 uguali....non esistono! Ne sono fermamente convinta!