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Vaccinazioni: un fattore di rischio?

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Qualche anno fa la notizia di casi mortali di cancro causati dalle vaccinazioni, ossia proprio di quello che dovrebbe salvare la vita dei mici, ha scatenato il panico tra i gattofili. Sfortunatamente questa malattia, chiamata sarcoma felino da vaccino, non è soltanto una voce senza fondamento ed è costata la vita a centinaia di mici. Tuttavia, nonostante il numero abbastanza elevato di casi ogni anno, molti proprietari di gatti ignorano l’esistenza di questa particolare forma tumorale.

Il sarcoma da inoculazione è un tumore maligno proprio del gatto ad andamento infiltrativo, che si espande in profondità e che spesso dopo rimozione chirurgica, va incontro a recidive. Come detto, si ipotizza che possa essere indotto da vaccino, ma lo si mormora piano, per evitare che una delle maggiori entrate di uno studio veterinario - le vaccinazioni - ne possa soffrire. Sembra che il problema non sia correlato ai normali vaccini per il tratto respiratorio superiore (FVRCP).

Piuttosto, ora i ricercatori credono che i tumori che si sviluppino, con un’incidenza molto bassa, nei gatti vaccinati contro la leucemia felina (FeLV) o la rabbia. Le ricerche e le controversie continuano, quindi è sempre buona prassi consultare il nostro veterinario per conoscere le ultime informazioni e raccomandazioni. Nessuno è del tutto certo del motivo per il quale questi problemi si verifichino, e il rischio è basso a paragone di quello che si corre non vaccinando il gatto (rischio non soltanto per la sua salute ma anche, nel caso della rabbia, per la nostra).

Per proteggere Micio, prendiamo le seguenti precauzioni:

- durante la visita annuale del gatto, stabiliamo insieme al veterinario di quali vaccini abbia veramente bisogno. Tuttavia il micio potrebbe non avere bisogno di essere vaccinato per la leucemia felina se viene tenuto sempre in casa e non interagisce con altri suoi simili. In certi Paesi, ad esempio in Italia, un gatto non vaccinato per la rabbia che graffia o morde qualcuno viene tenuto in isolamento per dieci giorni, presso il gattile della regione o sotto la responsabilità del proprietario.

- Discutiamo col veterinario su dove inoculare il vaccino, e facciamo richiesta di usarne uno singolo invece che uno che protegge da una combinazione di malattie. Tra le ultime raccomandazioni c’è quella di iniettare ogni vaccino in un punto specifico per riuscire a capire quali siano i vaccini responsabili delle diverse reazioni avverse e migliorare le possibilità di cura.

- Assicuriamoci che il veterinario prenda nota del punto di inoculazione sul libretto sanitario del nostro gatto, oltre alle informazioni sui vaccini, come il nome del produttore e il numero di serie.

- Controlliamo se ci sono dei gonfiori sul punto di inoculazione. Un piccolo rigonfiamento immediatamente dopo la somministrazione è normale, ma contattiamo il veterinario se aumenta di volume o persiste dopo tre settimane.

Si corrono molti più rischi non vaccinando il gatto che vaccinandolo! Si stanno portando avanti molte ricerche per accelerare la formulazione di vaccini con minori probabilità di causare il sarcoma associato all’inoculazione. La prima generazione di questi vaccini è già in commercio. Consultiamo il veterinario per le ultime informazioni su questa importante misura di prevenzione contro le malattie. (Foto: Pinterest)

Articolo suggerito:

- Proteggere il gattino: le vaccinazioni

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Commenti   

 
Susi
0 #1 Susi 2016-02-13 13:01
Ho perso il mio adorato Silly,sanissimo , una 10 di giorni dopo il vaccino. Da allora ho una paura tremenda e di sicuro i mici vecchi non li vaccino più. Altro discorso per i cuccioli naturalmente!