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...nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore...

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Il gatto come psicanalista domestico

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Un notevole talento che il nostro felino potrà dimostrare è la sua capacità di captare gli umori delle persone con cui entra in contatto. Infatti, i gatti sono esperti a osservare il linguaggio del corpo degli esseri umani e imparano in fretta a relazionarsi ai vari toni di voce dei compagni umani e ai loro umori. Sono anche molto sensibili all'odore del nostro corpo. L'equilibrio chimico nel sudore umano cambia a seconda dello stato mentale (è comune l'espressione "odore della paura") ed è vero che la traspirazione ha un odore diverso in base all'umore di una persona, a seconda che provi amore, sia del tutto rilassata o terribilmente spaventata.

Rispetto a quelle dell'uomo, le narici sensibilissime del gatto percepiscono i mutamenti di odore, e il micio reagirà in modo adeguato al vostro umore del momento. Ci sarà capitato di sentire qualcuno dire, quando il nostro gatto gli si avvicina con aria amabile: «Che strano! Non mi piacciono i gatti, eppure vengono sempre da me». Non è raro osservare persone che, se proprio non odiano i gatti, almeno non ne vanno matti, vengono accolte da un gatto con maggiore cordialità rispetto a chi è un entusiasta del genere. Una possibile spiegazione sta nello sguardo umano.

Chi ama i gatti tende a fissare, quasi senza sbattere le palpebre, il gatto che gli viene presentato. Chi non li ama, li guarda con indifferenza, continuando a sbattere le palpebre normalmente. Come abbiamo visto, i gatti considerano ostile lo sguardo fisso, sia umano sia felino, identificandolo come un possibile segno di imminente conflitto, e preferiscono, almeno al primo incontro, uno sguardo disinteressato e quindi poco minaccioso. Quando abbiamo un incontro ravvicinato con il nostro micio, ricordiamo di sbattere lentamente le palpebre, più spesso di quanto non faremmo se lo fissassimmo negli occhi. Quando sbattiamo le palpebre, in genere lo farà anche il felino.

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