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Il Pixiebob

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Negli ultimi vent'anni hanno acquisito notevole popolarità i gatti di taglia domestica ma dall'aspetto selvatico: era inevitabile che gli allevatori dell'America del Nord selezionassero un gatto che assomiglia alla lince rossa. Nonostante l'aspetto selvatico, il Pixiebob ha il temperamento del cane fedele; gli allevatori raccomandano di valutare bene la scelta prima di acquistarne uno, perché questo gatto non ama cambiare casa e preferisce essere solo a governare il proprio territorio. L'aspetto selvatico è considerato 'indispensabile' per l'unicità della razza.

Le sue origini risalgono probabilmente a incroci fra la lince rossa e i gatti domestici "da fienile" avvenuti in regioni rurali, ma l'analisi del DNA non ha ancora fornito dati certi. Due furono acquisiti nel 1985 da Carol Ann Brewer, che da essi selezionò Pixie, la gatta che ha dato il nome alla razza. Il riconoscimento della TICA venne dieci anni dopo, ma il Pixiebob è quasi sconosciuto al di fuori dell'America del Nord.

Unico tra tutte le razze esistenti il Pixiebob ha i piedi polidattili, vale a dire con un numero di dita superiore alla norma. Questo era uno dei motivi che avevano causato parecchi problemi con le commissioni delle esposizioni. D'altra parte non bisogna dimenticare che uno dei tratti caratteristici della selvaticità può essere, appunto, la polidattilia. Perciò inizialmente venne rifiutato, poi però la razza fu ufficialmente riconosciuta, malgrado possa avere fino a 7 dita per piede (invece delle regolamentari cinque anteriori e quattro posteriori), i 'piedoni', difatti, contribuiscono a conferirgli un aspetto possente e selvaggio.

Il Pixiebob ideale deve assomigliare il più possibile al gatto selvatico americano, il Bobcat. Deve essere possente, con un petto bello sviluppato, ossa forti e muscolatura perfetta. Possiede una particolare espressione pensosa che gli deriva dalla fronte prominente che rende gli occhi più infossati e conferisce allo sguardo questa caratteristica. Il naso è largo e il tartufo color mattone; le guance e il mento ben sviluppati. Le orecchie sono larghe alla base, leggermente arrotondate e molto arretrate; la punta presenta un ciuffo di peli ben appuntiti, come quello delle linci.

I disegni sul muso devono essere marcati con tratti di "mascara" che danno risalto agli occhi. La zona delle labbra e del mento deve essere bianca e vellutata. Il pelo, abbastanza denso e sollevato dal corpo, può essere corto o lungo; ai lati della faccia e sul mento è più lungo, come avviene nel gatto selvatico. Un'altra caratteristica distintiva è la coda corta, portata in posizione rilassata piuttosto che al di sopra del corpo.

Il Pixiebob è piuttosto pigro e così intelligente da aver capito perfettamente che per lui è molto più comodo ricevere il cibo dal padrone piuttosto che andarselo a cacciare, magari nella foresta. La vita ideale, per lui, non è altro che una soffice cuccia accanto al caminetto, con i suoi amici umani sempre pronti a vezzeggiarlo. Spesso il suo smodato desiderio di attenzioni e di coccole fa paragonare il suo carattere a quello di un cagnolino, docile e affettuosissimo.

L'aspetto selvaggio non deve fuorviare: il Pixiebob è un tenero gatto che si affeziona a tutti i membri della famiglia e contraccambia amore con amore. Il suo mantello si presenta in ogni sfumatura di brown tabby; il suo disegno è maculato (spotted). Anche se una tonalità rossiccia sul mantello può essere accettata, perché gli conferisce un aspetto più caldo, il colore di base deve essere marrone scuro. È un gatto particolarmente robusto che non richiede attenzioni specifiche. Polidattilia e coda corta non limitano la sua vita normale. (Foto: Wiki)

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