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Un sondaggio condotto poco tempo fa negli Stati Uniti aveva messo in evidenza il fatto che il 67% dei proprietari di gatti è convinto di essere in grado di comprendere quello che i felini vogliono comunicare, mentre il 62% è sicuro di essere a sua volta capito. Non è tutto: un proprietario su cinque sostiene di riuscire a capire il linguaggio del proprio animale domestico. In particolare, il 25% di chi ha un gatto è certo di afferrare ogni più piccola sfumatura del miagolio del suo piccolo amico.

Noi tutti proviamo la sensazione di poter quasi leggere nella mente del nostro gatto, ma riusciamo veramente a comunicare con lui? Comprende che cosa gli diciamo? E noi riusciamo a capirlo? Uno degli aspetti più straordinari di questo rapporto è che può funzionare egregiamente anche in assenza di una lingua comune. Per esempio, capita che Micio segnali una certa esigenza e che noi fraintendiamo la sua richiesta, ma questo non lo turba più di tanto: se il padrone si dimostra accondiscendente, il gatto continuerà ad insistere, fin quando il messaggio non arriverà, dando prova di una tolleranza sconfinata verso la nostra mancanza di comprendonio.

Quando si trovano a contatto diretto, i gatti comunicano attraverso il linguaggio del corpo, che comprende postura, movimento di orecchie e testa e, non ultima, la posizione della coda. Alcuni gesti sono molto netti e chiari, ma molti altri hanno significati per noi quasi impossibile da distinguere. Questa loro attitudine li rende particolarmente esperti nel cogliere i segnali non verbali, abilità cui sembrano ricorrere anche nel rapporto il padrone. Se comunichiamo qualcosa di cui non siamo realmente convinti, Micio capirà subito che stiamo fingendo.

Per quanto ci sforziamo di nasconderlo, sa sempre se siamo spaventati o arrabbiati, perché sa cogliere i cambiamenti impercettibili e involontari nel linguaggio del corpo che tradiscono i nostri reali sentimenti. Questo porta dritto alla prima regola della comunicazione con Micio: non fingiamo mai intenzioni o sentimenti che non proviamo, perché è solo una perdita di tempo. Rammentiamolo la prossima volta che ci avvicineremo noncuranti con in mano una pasticca vermifuga, perché sarà il nostro stesso atteggiamento a tradirci. Il segreto?

Convincersi fortemente che va tutto bene, così da apparire più rilassati e meno minacciosi. Imparare ad interpretare nel modo corretto le sottigliezze del comportamento di Micio si rivela invece un po' più complicato. Bisogna ricordare che un gatto non fa mai nulla se non per un motivo: ogni movimento ed ogni atteggiamento hanno uno scopo ben preciso, anche se a prima vista ne sembrano privi. La prossima volta che Micio ci viene incontro o attira la nostra attenzione, non presumiamo di sapere già che cosa gli frulla per la testa e proviamo invece a pensare come lui.

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Commenti   

 
Susi
0 #2 Susi 2014-07-10 14:49
Anch'io sono convinta di poter avere un dialogo con i miei pelosini c04
 
 
Perla
+1 #1 Perla 2014-07-02 10:40
Faccio parte di chi sostiene di capire i propri animali lingua ridere lol