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Un gatto ben nutrito non va a caccia?

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Per Micio l'istinto della caccia è innato, ma sono la disposizione individuale e le esperienze fatte in gioventù a stabilire il livello di questo desiderio, non certo la pancia vuota. Il gioco dei gattini, di fatto, è un esercizio dell'istinto di caccia. Puntare, fare assalti a un piccolo oggetto in movimento, che siano le nostre dita o una foglia, è un precoce segno di quella stessa abilità che ha fatto del gatto il benvenuto nella società degli uomini.

L'impulso a cacciare è istintivo, ma il fatto che il gatto uccida o meno la preda ha più a che fare con la fame. Infatti - secondo l'etologo Desmond Morris - la tendenza a giocare con la preda significa che l'animale non ha necessità di uccidere per mangiare, ma che sta solo esercitando l'istinto predatorio. E così punta e assalta la preda in continuazione. Per le mamme gatte mantenere in vita la preda ha una funzione didattica: così insegna ai piccoli i trucchi del mestiere. E c'è dell'altro: Morris sostiene che quando il nostro gatto ci porta una preda appena uccisa ci considera un gattino inesperto.

Si rende conto che come cacciatore non valiamo niente e cerca di aiutarci a migliorare! Il fatto che possiamo accogliere gli affettuosi omaggi con un certo disgusto è questione che non riguarda il gatto, e non c'è sgridata che possa fargli modificare questo comportamento. In ogni caso punire un gatto non serve a niente, quindi risparmiamo il fiato! Facciamo uno sforzo e mostriamo di accettare educatamente il dono. Più tardi eliminiamo la povera creatura con tutte le precauzioni del caso: usiamo della carta di giornale per raccoglierla, quindi laviamoci accuratamente le mani.

A volte l'abilità del gatto non è molto gradita, in particolare se si esercita su uccellini e specie di roditori a rischio estinzione. Mettergli al collo un campanellino o qualcosa che faccia rumore quando si muove serve a poco: ben presto i gatti imparano a tendere agguati senza farli suonare! L'unico modo per evitare le stragi (e risparmiarci i graditi 'doni') è tenere Micio in casa. Il gatto d'appartamento è a sua volta protetto dai danni che le prede possono fare a lui, per esempio trasmettergli parassiti o ferirlo a morsi.

Nel Lancaster (Inghilterra), un soriano maschio è considerato uno dei più grandi cacciatori di topi della storia: ne avrebbe catturati più di ventiduemila in ventitré anni. Un altro record è reclamato da una soriana, sempre in Inghilterra, che avrebbe ucciso dodicimila topi in sei anni, con una media di 5-6 roditori al giorno. Bel record, non c'è che dire. Ma ci piacerebbe sapere una cosa: chi si è preso la briga di contare le povere vittime?...

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Commenti   

 
Susi
0 #3 Susi 2014-03-24 17:51
Un sorriso per noi "micini inesperti" da nutrire e chi ha contato le prede wink
Per il resto, come ben detto, la natura non si può (e non si deve) cambiare. Anch'io piangevo ogni volta per le povere vittime dei nostri mici. Fortunatamente, tempi passati (o quasi), visto l'età dei miei pelosini. Si sono calmati moltissimo e ho il giardino pieno di uccellini che cantano e mangiano tranquillamente .
 
 
Nikiezorro
+1 #2 Nikiezorro 2014-03-24 12:39
arrabbiato confuso
 
 
Perla
+2 #1 Perla 2014-03-24 11:16
Purtroppo c'è anche gente che pensa che non dando da mangiare ai gatti questi terranno più pulito il territorio da topi e altro. In verità, un micio affamato ucciderà le prede solo per necessità e riserverà le sue forze per tirare avanti. Viceversa, un micio con la pancia piena avrà più voglia di giocare e, di conseguenza, di sterminare i poveri topolini, lucertoline, ecc., ecc. .... timido