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Come alimentare un gatto nefropatico

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Le ricerche condotte negli ultimi anni in medicina veterinaria indicano che, dopo il compimento dei dieci anni di vita, un gatto su tre va incontro a quella condizione patologica conosciuta con il nome di insufficienza renale cronica. Il trattamento di questo problema, che per forza di cose deve essere conservativo (in quanto è impensabile ottenere la guarigione), prevede - oltre alla dispensazione di particolari farmaci e integratori - anche la somministrazione di un regime dietetico specifico.

Le proteine non devono essere troppe, in quanto tali elementi nutritivi obbligano i reni a un lavoro non trascurabile. Per contenere il dimagrimento (indotto, anche a causa della senescenza, dalla perdita della massa muscolare) è importante scegliere quelle proteine che contengono gli aminoacidi essenziali per la specie felina.

La razione va rimpinguata soprattutto con carboidrati e grassi, che sopperiscono in un certo qual modo la diminuzione del quantitativo proteico. Particolarmente importanti sono gli acidi grassi essenziali della serie omega-3 e omega-6, il cui ruolo antinfiammatorio (utile anche in corso di insufficienza renale) è stato in tempi recenti sempre più rimarcato in medicina umana, così come in veterinaria.

Anche le fibre, siano esse grezze o fermentiscibili, devono costituire una quota non trascurabile del pasto di un gatto nefropatico: la loro azione si manifesta principalmente a livello intestinale, dove vanno ad agire sia sulla regolarizzazione della peristalsi (spesso alterata negli animali non più giovani) che sulla selezione della flora microbica enterica.

Tra l'altro non bisogna dimenticare che alcuni tipi di fibre hanno la capacità di legare i composti azotati nell'intestino, evitando così il loro assorbimento nel sangue. Per quel che riguarda le vitamine, è soprattutto raccomandabile l'integrazione con quelle del complesso B (B1, B2, B6 e B12), di valido aiuto nella stimolazione dell'appetito.

Quanto ai sali minerali, occorre prestare una certa attenzione a calcio, fosforo e potassio: i primi due devono essere presenti nella razione dietetica a dosaggi molto bassi, poiché la loro presenza eccessiva è in grado di danneggiare i reni già malati; il terzo, al contrario, viene filtrato in concentrazioni elevate dall'apparato escretore non correttamente funzionante, per cui deve essere somministrato in abbondanza, al fine di rimpiazzare le perdite urinarie.

Nei petshop è piuttosto semplice reperire mangimi preconfezionati appositamente formulati per gatti affetti da insufficienza renale: il loro impiego è non solo assolutamente desiderabile, ma risulta anche estremamente pratico, in considerazione della loro appetibilità e della riduzione degli sprechi, per chi convive con gli animali.

I gatti nefropatici presentano quasi sempre un aumento della sete: questo comportamento rappresenta il tentativo fisiologico di incrementare la diuresi per favorire l'eliminazione delle sostanze organiche di scarto che i reni malati non riescono a smaltire correttamente.

Per questa ragione è importante lasciare costantemente a disposizione acqua potabile fresca e pulita, il cui consumo non deve essere regolamentato ma lasciato libero in funzione delle sue necessità. L'introduzione di acqua, cui di regola consegue un'abbondante produzione di urina, evita anche pericolosi fenomeni di disidratazione, cui sovente si accompagnano alterazioni del cosiddetto equilibrio idrico-salino.

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