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Gito, il piccolo orangotango

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I volontari di International Animal Rescue (IAR), associazione no profit, hanno trovato il piccolo orangotango abbandonato in uno scatolone. Il cucciolo, cui è stato dato il nome Gito, è stato subito trasportato nel centro di riabilitazione di Ketapang, nel Borneo occidentale. Gravemente disidratato e malnutrito, l’orango ha ricevuto le cure dei medici dell’International Animal Rescue. A due mesi di distanza, Gito appare sereno e in salute, come mostra il video.

Secondo l’organizzazione, qualcuno avrebbe ucciso la mamma di Gito, che era destinato ad essere venduto. Quando il piccolo sarà pronto, i volontari lo manderanno in una 'scuola' dove potrà imparare dagli altri orango a procurarsi il cibo, scalare e a cavarsela da solo. I responsabili di IAR sottolineano che il processo di riabilitazione potrebbe essere molto lungo: per essere liberato in un’area protetta della foresta Gito dovrà essere forte e totalmente indipendente.

La caccia a questo animale è vietata, dato che questa specie è a rischio di estinzione. L'orango è un primate capace di relazionare molto bene con l'uomo. Riesce ad apprendere dal comportamento dell'uomo ed è in grado di compiere azioni simili ad esso (piantare chiodi, tagliare un pezzo di legno con la sega, ecc.), anche solo osservandolo. In questo centro arrivano molti piccoli d'orango, spesso orfani, perché le loro madri vengono uccise per impossessarsi dei piccoli.

Le donne-collaboratrici di questo centro fungono da madre a questi cuccioli. Controllando la dentatura ed esaminando pelo e sangue (DNA), i veterinari riescono a risalire all'età dell'animale. Gli oranghi rimangono 7/8 anni con la madre e spesso, se le madri hanno altri cuccioli e li allattano, diventano gelosi. Dopo essere stati curati e cresciuti, gli oranghi sono liberati in un parco naturale. Sotto la pelle, viene inserito un microchip, in modo da poter riconoscere ogni individuo. Buona visione!

International Animal Rescue

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