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...nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore...

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Il gatto e il topo

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La casa di campagna era rimasta vuota per molti anni... Alla fine i topi campagnoli decisero di occuparla. In breve furono tanti da riempire ogni buco e buchetto, crepa, fessura, e cantuccio di quella casa. Un gatto udì la notizia e vi si trasferì anche lui. Da quel momento non ebbe più bisogno di uscire per mangiare: aveva topi a colazione, a pranzo, a cena e anche, se ne aveva voglia, a merenda. I topolini cominciarono a preoccuparsi.

Il loro numero diminuiva di giorno in giorno. "Bisogna fare qualcosa" – disse uno. "Sì, ma che cosa?" – disse un altro. "Il gatto è troppo grosso perché si possa attaccarlo". "Il miglior modo di attaccare è difendersi" – disse il topo più anziano. "Staremo nei nostri buchi senza muoverci fino a quando il gatto, affamato, non andrà via". Il gatto attese ore ed ore, ma dei topi non si vide neppure la punta dei baffi.

Trascorsi tre giorni, il gatto decise di indurli, mediante un tranello, ad uscire dai loro buchi per porre così fine al fastidioso digiuno. Si arrampicò dunque sul muro, si legò le zampe posteriori e si appese testa in giù ad un chiodo. E rimase lì, muto come un pesce. "Avanti – disse uno dei topi giovani – usciamo. Adesso non c’è più pericolo: il gatto è morto".

Ma il topo anziano scosse la testa, la sporse di un centimetro o due dal buco e disse ad alta voce: "Non serve, gatto! Fatti pur passare per morto quanto vuoi! Noi la sappiamo più lunga di te. Non ti crederemmo neppure se tu fossi appeso lassù dentro un sacco. Non usciremo dai nostri buchi finchè sarai qui". Il gatto non stette a perdere altro tempo. Si sciolse dai lacci, scese dal muro e, con un miagolio di collera, se ne andò. (Favola Esopo)
    
Questa favola mostra come gli uomini prudenti, una volta fatta esperienza della malvagità di qualcuno, non si lascino più ingannare dalle sue finzioni.

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Commenti   

 
Susi
0 #2 Susi 2017-03-08 13:42
*lingua giusto
 
 
Perla
+1 #1 Perla 2017-03-07 19:13
Sin da piccola amo leggere e rileggere le favole di Esopo e La Fontaine c34