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Liberati due gipeti sulle Alpi svizzere

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Due gipeti barbuti, di nome Finja e Fredueli, sono stati rilasciati nei pressi di Melchsee-Frutt, nel canton Obvaldo. Non ancora in grado di volare, i due volatili dovrebbero permettere alla specie di aumentare la propria popolazione nelle Alpi centrali. È la seconda volta che vengono rilasciati gipeti nella Melchtal dal 2015: in totale sono state liberate cinque femmine e quattro maschi. Due esemplari sono morti accidentalmente. Finja e Fredueli provengono da un allevamento spagnolo.

Sono stati muniti di un trasmettitore GPS e sono stati posti su un antro roccioso largo una ventina di metri nella riserva naturale dell'Huestock, a 2'000 metri di altitudine. L'evento è stato seguito da circa trecento persone. La reintroduzione del gipeto barbuto a partire dal 1991 e la sua protezione in Svizzera consente oggi a una piccola popolazione di questo volatile di svilupparsi progressivamente, in particolare in Vallese e nei Grigioni. In Svizzera centrale questo uccello è ancora raro. In tutto l'arco alpino ci sono circa 250 esemplari. Questa specie era completamente scomparsa alla fine del XIX° secolo: i gipeti sono stati deliberatamente decimati e infine sterminati per ignoranza e per ragioni di concorrenza, ricorda l’Istituto ornitologico svizzero.

Ai tempi si pensava che questi rapaci, con un’apertura alare di 2,5 – 2,8 metri, fossero dei grandi predatori, capaci addirittura di portar via agnelli e altri animali domestici di piccola taglia. Venivano perfino chiamati “avvoltoi degli agnelli”. In realtà, i gipeti si nutrono delle carcasse, in particolare delle ossa e del midollo osseo, di ungulati selvatici, come camosci o stambecchi, come pure di animali da allevamento, come bovini o ovini, abbandonati morti al pascolo. Con la sua ampia apertura alare, il silenzioso volo a planare e la coda cuneiforme, il gipeto barbuto è facile da distinguere rispetto alle altre specie di uccelli del territorio delle Alpi.

Quando un uccello di queste grandi dimensioni vola sopra di noi, può mettere paura. Tuttavia i gipeti barbuti sono assolutamente innocui. Essi si nutrono infatti quasi esclusivamente di ossa; sono in grado di ingerire anche quelle più grandi in un colpo solo e di digerirle grazie a speciali succhi gastrici. Se un osso è troppo grande, lo portano in quota e lo lasciano cadere sulle rocce in modo che si frantumi. I pulcini del gipeto barbuto non sono in grado di digerire le ossa. Essi vengono al mondo alla fine dell’inverno. Quando la neve si scioglie, porta alla luce gli animali selvatici morti durante l’inverno, che per il gipeto barbuto rappresentano una fonte di nutrimento per i suoi piccoli. (Foto: WWF)

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