^Back to Top

Piccole anime,

grandi emozioni...

...nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore...

ARCHIVIO COMPLETO

ULTIMI TWEET

LOGIN

Registrati per avere più opzioni! Entra nella nostra Community!

NEWS E SOCIAL GROUP

TwitterGoogle BookmarksRSS FeedPinterest

CHI È ONLINE

Abbiamo 110 visitatori e nessun utente online

I predatori tornano in Europa

Share this post

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

I grandi carnivori stanno tornando a popolare tutta l'Europa: orsi bruni, lupi, linci riappaiono ovunque nel vecchio continente occupando gli spazi lasciati liberi dal trasferimento progressivo della popolazione nelle città. A farne il 'censimento' è stato un gruppo internazionale di studiosi coordinato dall'Università di Riddarhyttan, in Svezia. Un lavoro durato due anni e che ha coinvolto ricercatori di 26 paesi diversi ha completato un vero e proprio censimento globale di 4 grandi predatori europei: ghiottone, lince, lupo e orso.

Quello che ne emerge è che sono in crescita e circa un terzo del territorio ospita almeno una delle 4 specie. I fattori che hanno portato a questo aumento demografico di orsi e lupi sono l'aumento delle aree protette ma soprattutto all'abbandono da parte dell'uomo di molti territori montani e collinari che sono stati così 'riconquistati' dagli animali selvatici. La ricerca è stata pubblicata su Science.

Allo studio ha partecipato anche un gruppo dell'Università Sapienza di Roma coordinato da Luigi Boitani. "Anche in un continente sovrappopolato come il nostro si può coesistere con i grandi predatori", ha spiegato Boitani. "Non è necessario concentrarli obbligatoriamente solo in aree protette, riescono a vivere anche in ambienti antropizzati. Sono in crescita ovunque, non solo in Italia".

"Un risultato positivo, anzitutto per motivi etici e poi perché garantiscono una migliore completezza degli ecosistemi. Ovviamente l'aumento dei predatori porta anche maggiori 'conflitti', in particolare per gli allevatori, ma che possono essere ridotti con efficienti politiche di prevenzione e gestione. Non ci sono però veri rischi per l'uomo, bisogna ricordare che non esistono attacchi all'uomo da parte di lupi da almeno 200 anni" - ha concluso Boitani.

Fonte

Accedi o registrati per poter commentare.