^Back to Top

Piccole anime,

grandi emozioni...

...nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore...

ARCHIVIO COMPLETO

ULTIMI TWEET

LOGIN

Registrati per avere più opzioni! Entra nella nostra Community!

SOCIAL GROUP E RSS

TwitterGoogle BookmarksRSS FeedPinterest

Coco, il gatto a caccia di Wi-Fi non protette

Share this post

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Il micio dei vicini ci sembra un po’ sospetto? Con quel suo continuo gironzolare potrebbe veramente avere delle cattive intenzioni? Facciamo bene a preoccuparci perchè, infatti, è possibile che si sia già introdotto nella nostra rete domestica wireless. L’esperto di sicurezza Gene Bransfield ha presentato, alla conferenza degli hacker Def Con, un collare per gatti con GPS e ricevitore WLAN integrati. I risultati raccolti, poi, vengono inviati a un computer o uno smartphone. War Kitteh, questo il nome della sua invenzione, è stata testata in un sobborgo della capitale statunitense Washington.

L'idea, tanto assurda da poter sembrare uno scherzo, è nata per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della protezione della propria rete domestica. "In media, tre reti wireless su dieci sono senza password o con sistemi di protezione bassissimi", spiega Bransfield. Inizialmente, Bransfield aveva provato a realizzare un cappottino per animali con dentro un cellulare modificato per lo scopo, ma il micio non gradiva e non faceva altro che rotolarsi per terra per liberarsi dell'ingombrante fardello.

Qualche mese dopo, il tecnico americano comincia a lavorare sull'idea del collare. "Era l'unico modo per convincere il gatto a collaborare. Ho usato solo componenti facilmente reperibili su internet o in un negozio di elettronica, chiunque potrebbe farlo", racconta l'esperto di sicurezza. Insomma, il progetto WarKitteh non è altro che una provocazione, un modo senza dubbio originale per dimostrare quanto la gente non stia attenta a certi dettagli.

A Coco, il gatto siamese di una parente di Bransfield, è stato messo lo speciale collare. Dopo una passeggiata di tre ore nel vicinato, Il micio aveva già catturato un topo e scoperto quattro reti non sufficientemente protette, in cui sarebbe stato molto facile infiltrarsi. Fino ad ora i gatti non hanno ancora sviluppato le competenze necessarie per diventare dei veri pirati informatici, quindi un 'umano' è ancora necessario per infiltrarsi nelle reti locali. Tuttavia, gli amici a quattro zampe, si sono rivelati molto utili per spiare.

Negli Stati Uniti, intanto, l'esperimento di Gene Bransfield ha fatto scalpore: sia per la sua originalità, sia per i risultati ottenuti. "Si parla tanto di privacy, di proteggere le nostre vite sul web, ci si inorridisce di scandali come quello della NSA. Poi, però, non si ha l'accortezza di usare le protezioni minime per le nostre reti domestiche", conclude l'esperto. (Foto: Gene Bransfield)

Fonte

Accedi o registrati per poter commentare.