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Animali usati solo per far divertire i turisti

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Chi viaggia lontano e ha a cuore il benessere degli animali può trovarsi in situazioni spiacevoli, ad esempio osservando animali maltrattati in nome del commercio turistico. l’Amico Degli Animali suggerisce come comportarsi in favore degli animali che soffrono. Corride, corse di cavalli in vicoli stretti, rodei, combattimenti tra galli, orsi danzanti o pesca d’alto mare: è lungo l’elenco dei tristi spettacoli, in paesi vicini e lontani, che mettono in scena animali nel solo intento di attirare turisti, presentandosi come semplici divertimenti.

A molti amici degli animali si stringe il cuore già alla vista di cani e gatti randagi: figurarsi vedere animali esotici messi in vendita, vivi come animali domestici o cucinati da mangiare, nei pittoreschi mercati dell’America Meridionale, dell’Asia o dell’Africa. Ma dov’è il limite tra la tradizione locale - con uno sfondo culturale diverso - e l’intento di spillare denaro ai turisti a scapito degli animali? Quale ruolo hanno la povertà o la completa mancanza di consapevolezza sulla protezione animali e la tutela delle specie?

E cosa spinge i viaggiatori a criticare, in buona fede, gli abitanti del luogo o a cercare di salvare a ogni costo un animale? Il consiglio ai turisti è di reagire correttamente e di presentare le proprie rimostranze al posto giusto, facendosi magari aiutare dalle locali organizzazioni di protezione animali. Ecco i suggerimenti de l’Amico Degli Animali, redatte con le informazioni fornite dalla Protezione Svizzera degli Animali (PSA):

Corride e encierros

Nei paesi di lingua spagnola e francese sono pratiche ancora frequenti. In Spagna corrida è persino protetta come tradizione culturale nazionale. Nella corrida, ai tori prima di entrare nell’arena vengono limate le punte delle corna, inserite lance sotto la colonna vertebrale, spalmata vaselina sugli occhi, riempite le narici d’ovatta e strizzati i genitali per irritare gli animali: e alla fine sono uccisi. Durante la corrida, presentata come prova di coraggio, gli animali provano molta paura e stress. Per i toreri il rischio di ferirsi è grande.

Rodei

Molto diffusi in Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina e Australia. Nonostante al box di partenza siano proibite alcune pratiche parificabili a maltrattamenti, come legare i genitali, usare speroni affilati o dare scariche elettriche, nelle piccole manifestazioni amatoriali si osservano ancora. Anche il fatto che, prima di entrare nell’agóne, gli animali vengano tenuti rinchiusi per giorni interi in box stretti e bui è problematico per la protezione animali.

Corse di cavalli e ferias

Nelle corse di cavalli, molto diffuse in Italia e Spagna in particolari festività, dai venti ai sessanta fantini si lanciano al galoppo sfrenato sui propri cavalli per percorrere un itinerario in parte lastricato lungo gli stretti vicoli del nucleo storico. Risultato: un grosso rischio di ferimento per fantino e cavallo. I cavalli gravemente feriti di solito sono abbattuti sul posto. In altre feste tradizionali usuali soprattutto in Spagna, le cosiddette ferias (festività locali), si prendono animali domestici e da reddito (perlopiù oche, capre, bovini, gatti, cani) per mutilarli o maltrattarli.

Combattimenti tra animali

Gli spettacoli in cui gli animali (cammelli, galli, cani, orsi) vengono aizzati l’uno contro l’altro, con tanto di corollario di scommesse, sono diffusi in tutto il mondo (in Svizzera i combattimenti tra mucche in Vallese sono una forma incruenta di lotta tra animali). Benché di solito siano proibiti, continuano a essere organizzati illegalmente.

Escursioni a dorso di cavallo, asino, cammello ed elefante

In molti paesi del Sud, ai turisti vengono proposte escursioni a dorso di animale, di solito per visitare un’attrazione. Gli animali usati per queste gite sono raramente tenuti nel rispetto delle esigenze della specie: spesso sono invece stati «addestrati» con la violenza e lavorano tutto il giorno senza poter stare all’ombra né ricevere acqua e cibo.

Pesca d’alto mare

È un’attività deprecabile perché la pesca si concentra su specie di pesci di grandi dimensioni, i cui effettivi sono minacciati, come squali, razze, pesci spada e tonni.

Che cosa si può fare?

Rinunciare ad assistere a rodei, corride e altre corse con i tori e ad acquistare souvenir in relazione con esse. Protestare presso l’ambasciata del paese ospite o dell’agenzia turistica. Non assistere a festività al cui programma sono previsti animali né ad alcuna corsa o lotta con animali. Non guardare i combattimenti con animali e non pagare in alcun caso l’entrata per assistervi. Come spettatori siamo passibili di sanzioni. Se osserviamo lotte di cani, orsi, cavalli o tori, denunciamo immediatamente alla polizia. Non partecipare a uscite a dorso d’animale attorno ad attrazioni, soprattutto se non si apprezza la detenzione animale o se l’organizzatore non ispira fiducia. O se gli animali appaiono in cattive condizioni (zoppicanti, selle che li feriscono, zoccoli malandati). Rinunciare ai giri in carrozza nelle grandi città. Non prenotare uscite di pesca in alto mare. Non mangiare né carne di balena né di delfino.

Fonte, foto e maggiori informazioni

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Commenti   

 
Susi
0 #1 Susi 2018-07-08 19:52
Anche se so e ho già visto animali maltrattati nei posti turistici, mi si stringe il cuore leggendo questo articolo. Cosa si può fare contro la stupidita e l'insensibilità degli uomini.. *piangere