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Nuovo allarme per il leopardo delle nevi

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Una petizione globale con oltre 200mila firme, fra cui quelle degli attori Leonardo DiCaprio e Megan Fox, approda all'International Snow Leopard Summit and Ecosystem Forum che si è aperto a Bishkek, in Kyrgyzstan, dove sono riuniti i leader dei 12 Paesi in cui è presente questa specie, fra le più rare del mondo, di cui restano circa 4mila esemplari. In meno di 20 anni, il leopardo delle nevi è diminuito di oltre il 20% e oggi si stima che ci siano tra i 4.080 e i 6.590 esemplari in libertà.

Scoperto solo all'inizio del secolo scorso, il leopardo delle nevi (Panthera uncia) o 'fantasma delle montagne' - come viene chiamato per via della sua pelliccia - vive tra le alte montagne dell'Asia centrale, generalmente tra i 3.000 e i 4.500 metri di altitudine, in un ambiente secco, roccioso, ricco di arbusti e praterie. Il WWF - che ha promosso la petizione con Snow Leopard Trust e Nabu - spiega che il leopardo delle nevi si trova ancora in maniera frammentata tra le montagne di Afghanistan, Bhutan, Cina, India, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tajikistan e Uzbekistan.

Un recente studio del Traffic - il network internazionale che si occupa del monitoraggio della flora e della fauna selvatiche - denuncia l'uccisione di circa 450 esemplari di leopardo delle nevi ogni anno da bracconieri, un massacro legato al commercio illegale di fauna selvatica, la stessa piaga che sta decimando elefanti, rinoceronti e tigri in Asia e in Africa. Recenti studi segnalano che il cambiamento climatico potrebbe cancellare oltre due terzi degli habitat del leopardo delle nevi nei prossimi 50 anni. Questa minaccia, insieme ai progetti infrastrutturali che frammentano i corridoi naturali fondamentali per la specie, renderà più veloce l'estinzione.

Ma una prima notizia positiva arriva proprio in queste ore dal Nepal che ha presentato per primo un piano di gestione per la specie che affronta in modo specifico il tema del cambiamento climatico e i suoi effetti sugli habitat. Il WWF chiede ai leader dei paesi chiave per la specie, che includono potenze come Russia, Cina e India, di rafforzare gli impegni presi in precedenza per evitare danni irreversibili a un territorio conosciuto come la 'grande riserva idrica del pianeta': i 20 grandi fiumi asiatici presenti in questi territori rischiano infatti di ridurre la loro portata a causa dei cambiamenti climatici. Si tratta di habitat strategici per la specie e soprattutto per il benessere di centinaia di milioni di persone che beneficiano delle importanti risorse idriche presenti in quelle aree. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
+1 #3 Perla 2017-08-31 14:12
Che tristezza, immensa tristezza...... . *piangere
 
 
Nikiezorro
+1 #2 Nikiezorro 2017-08-30 16:36
*piangere *piangere
 
 
Susi
0 #1 Susi 2017-08-30 14:22
Animali splendidi! Ogni volta quando leggo dei bracconieri divento viola e resto senza parole. E ora anche i cambiamenti climatici a loro sfavore. Cosa resterà per le generazioni future???? *scioccato
Petizione purtroppo non firmata, è chiusa e viene consegnata a chi di dovere venerdi. Speravo con molte più firme *arrabbiato