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Sos ghepardi: lottano contro l'estinzione

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Ha sempre avuto lo sguardo malinconico, ma adesso nei suoi occhi con quel baffo che scende sulla guancia come una lacrima nera, si può leggere la disperazione di chi sta morendo. È il ghepardo, uno dei mammiferi più straordinari che la natura abbia costruito nella sua infinita fantasia. Suddiviso in 9 sottospecie, vive nelle steppe e nelle savane a sud del Sahara e dall’Arabia all’India. Lungo quasi un metro e mezzo con una coda che misura 70 cm, la sua altezza raggiunge gli 80 cm. al garrese.

La testa è piccola, con la tipica striscia nera che congiunge l’occhio con l’angolo della bocca. Le zampe sono sottili, rotonde e straordinariamente slanciate, dotate di possenti muscoli che, assieme a un’aerodinamica strabiliante del corpo, nel fanno il re incontrastato della velocità A differenza di tutti gli altri felini selvatici caccia a inseguimento, spesso solo, come il cane selvatico. Si avvicina ai branchi di antilopi con noncuranza e grande cautela, nascondendosi tra i ciuffi di erbe più alti.

Quando individua un soggetto rimasto indietro perché debole o ferito scatta come una freccia scoccata dall’arco e raggiunge in pochi secondi i 120 Km/hr., riuscendo a mantenere questa straordinaria velocità anche per mezzo chilometro, dopo di che è costretto a rallentare. Poche gazzelle o dik dik malati reggono la sua velocità e lui li atterra con le zampe. Egizi e mongoli lo tenevano in gran conto, tanto da allevarlo per averlo come compagno di caccia. E in effetti il ghepardo è relativamente semplice da allevare, tanto che diventa un fedele compagno del suo padrone.

Laurie Marker, fondatrice e direttore del Cheetah Conservation Fund in Namibia, ha lanciato però un allarme che suona molto sinistro. La popolazione asiatica del ghepardo è ridotta a circa 100 esemplari, quindi praticamente estinta. In Africa, negli ultimi 50 anni, la popolazione si è ridotta a poco più del 20% del totale. “Se le nuove generazioni non si prenderanno cura di questa affascinate specie, il ghepardo scomparirà in meno di 20 anni - dichiara Laurie Marker - . Per la sua conservazione e per la salute del pianeta, è necessario che zoo e scuole di tutto il mondo ci aiutino a suscitare interesse in bambini e ragazzi”.

Le cause della sua scomparsa sono la distruzione dell’habitat, il conflitto dell’uomo con la fauna selvatica, il rapporto tra numero di prede e predatori e il commercio illegale delle pelli. Nel Parco Natura Viva di Bussolengo, dove la Marker sarà il prossimo febbraio per discutere di una banca per la conservazione genetica dei mammiferi in via d’estinzione, ci sono Teo, Duma e Mookane, tre giovani maschi di ghepardo. La conservazione della biodiversità e la salvaguardia delle specie in pericolo è l’unico vero scopo che deve avere uno zoo moderno. Anzi, non chiamiamolo più zoo, ma Parco della Sopravvivenza. Affinché quegli occhi malinconici possano affascinare anche i nostri nipoti.

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Commenti   

 
Perla
0 #1 Perla 2014-12-11 22:20
Che splendide creature e che triste notizia......