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...nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore...

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AMBIENTE

Wwf: 16 specie sull'orlo dell'estinzione

Dalla vaquita al leopardo dell'Amur, dal rinoceronte di Sumatra alla tigre e all'orango passando per il lupo rosso, il bradipo pigmeo, il pangolino e il chiurlottello, sono 16 le specie che rischiano di non vedere il Natale 2018 per il numero esiguo a cui sono ridotte le loro popolazioni. Nella Mappa lanciata dal Wwf insieme a un Report nell'ambito della Campagna di Natale "Wwf is calling" vengono indicate le specie tra vertebrati, coralli e piante 'sul baratro dell'estinzione' per colpa di 'alcune attività umane in molti angoli del pianeta'.

Consigli per un Natale eco-friendly

Meglio un abete vero di uno di plastica, ok alle luci al Led e da accendere con parsimonia, dire di no al capitone nel cenone della vigilia. Con le giuste scelte anche il Natale può essere amico dell'ambiente. A partire dall'albero di Natale: prendere un abete vero al posto di uno finto, di plastica, può rivelarsi più sostenibile. La plastica impiegata per gli alberi finti, evidenzia FSC (organizzazione no profit che si occupa di certificazione dei prodotti forestali),  ha costi ambientali e di smaltimento molto elevati.

SOS per il pinguino degli antipodi

Quasi la metà della popolazione di una delle specie di pinguino più minacciate al mondo - quello degli antipodi (Megadyptes antipodes), detto anche pinguino dagli occhi gialli o Hoiho in lingua maori - è scomparsa in una parte della Nuova Zelanda. Fra i principali responsabili della drastica riduzione, secondo le associazioni per la conservazione dell'ambiente, c'è la pesca commerciale. La popolazione in età riproduttiva di questo animale che vive nel sud della Nuova Zelanda e in altre isole subantartiche si è dimezzata negli ultimi anni.

Crimini ambientali minacciano foreste e fauna

Un ampio ventaglio di crimini ambientali, dai disboscamenti illegali all'uccisione di massa di molte specie di uccelli, minaccia le ultime foreste vergini d'Europa e la fauna che le abita. L'allarme sulla biodiversità arriva da uno studio condotto dal Programma ambente delle Nazioni Unite (Unep) insieme al Wwf e al centro di ricerca Eurac di Bolzano. Gli esperti hanno preso in esame la regione del bacino del Danubio e dei monti Carpazi, un'ampia area dell'Europa centrale e orientale che va da Austria e Germania a Ucraina e Romania, interessando 15 nazioni.

Cattive notizie per i lemuri

I mutamenti climatici rischiano di far morire lentamente di fame una particolare specie di lemure del Madagascar, primate che si nutre quasi esclusivamente di una singola varietà di bambù. L'allarme arriva da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology e riguarda il prolemure dal naso largo (Sifaka di Verraux), una specie considerata in 'pericolo critico' di estinzione dalla Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).