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Insegnare al cucciolo il proprio nome

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Educare il nostro cagnolino a riconoscere il nome che abbiamo scelto per lui è piuttosto facile. Accucciamoci davanti al cucciolo, apriamo le braccia con il gesto di accoglierlo e pronunciamo il suo nome. Quando viene da noi, per curiosità o per giocare, accarezziamolo e lodiamolo. Ripetendo questo esercizio più volte durante la giornata in breve tempo assocerà il suono del suo nome al gesto di venire da noi. Difatti, quanto più il suo nome è associato a qualcosa di positivo, un premio, delle carezze, l’inizio di una nuova attività, tanto più volentieri ci presterà attenzione sentendolo.

Il nome ideale per il cane è di due sillabe e non deve assomigliare troppo a uno dei comandi base dell'obbedienza nella lingua che decideremo di adottare (per esempio ‘fuss’ o ‘piede’, ‘sitz’ oppure ‘seduto’). Se usiamo il comando ‘sitz’ per farlo sedere sarà meglio non chiamarlo Fritz. Tuttavia spesso si finisce per chiamare il cane con il nome che lui stesso ci ispira. Inoltre è bene scegliere un nome che non sia imbarazzante quando lo chiamiamo in luoghi pubblici. Attribuirgli un nome proprio di persona può risultare di cattivo gusto. Non è carino chiamare il cane Carla oppure Franco in spazi dove probabilmente vi sono persone che portano questo nome.

Quando il nostro cucciolo avrà imparato il proprio nome dovrà imparare ad accorrere sempre al nostro richiamo senza fare di testa propria. L'obbedienza immediata al richiamo è d'importanza primaria per la sua sicurezza e, quando sarà adulto, anche per la sicurezza degli altri animali e delle persone, soprattutto se si tratta di un cane di taglia grossa. Il solo modo infallibile per ottenere questo risultato anche con un Pitbull intenzionato a inseguire un gatto è quello di imprimere nella mente del cane fin da piccolo la sequenza: "richiamo-correre dal proprietario-premio".

Da ciò si comprende quanto sia deleterio e diseducativo chiamare il cane che ha combinato un guaio e punirlo quando arriva presso di noi: peggio non si potrebbe fare. In seguito si aggiungerà al nome il comando ‘vieni’ da pronunciare mentre il cane sta già venendo da noi. Con un po' di tempo e tanta pazienza comprenderà che ‘vieni’ significa l'azione di andare vicino al proprietario. Durante gli esercizi non dobbiamo perdere la pazienza ma piuttosto ricordare che il cane è un cucciolo e che usiamo con lui un linguaggio che non conosce. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
+1 #2 Perla 2017-08-31 14:11
Il nome è importante ma anche il timbro della voce....capisco no al volo! Bellissimo articolo Niki c28
 
 
Susi
0 #1 Susi 2017-08-31 12:49
Bell'articolo! Io sono stata fortunata perchè tra i miei cani c'era sempre uno molto ubbidiente e cosi gli altri lo seguivano automaticamente e imparavano facilmente *occhi
Per i nomi, una volta dato quello scelto, si sono aggiunti tanti altri per lo stesso animale.... usato a dipendenza di quello che stavamo facendo *ridere c07