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Il barbagianni

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Il barbagianni è un uccello rapace notturno che emette un grido particolare, estremamente somigliante al rumore di un uomo che russa. Da qui probabilmente il nome, nato in ambiente popolare: la parola barbagianni è composta da 'barba', parola dialettale che significa zio, e Gianni, che sta per Giovanni. Il suo nome scientifico è Tyto alba ed appartiene al grande ordine degli stringiformi che comprende i rapaci notturni dove ritroviamo anche, a esempio il gufo e la civetta, ed è l'unico rappresentante della famiglia Tytonidae in Europa.

Diffuso in tutto il pianeta tranne che in Antartide, il barbagianni vive alle basse quote e si ritrova in molti habitat aperti, dalle zone desertiche alle praterie, dalle aree coltivate alle paludi, e persino nei centri abitati. Assai comune anche in Europa, dove vive sia nelle campagne sia nei centri urbani, nidifica nelle cavità degli alberi e delle rocce, tra le rovine, nei sottotetti e sui campanili. Caratterizzato da un ampio disco facciale a forma di cuore sul quale spiccano i grandi occhi neri, il barbagianni è coperto da un piumaggio folto e soffice, fulvo con macchie bianche e nere sulle parti superiori del corpo e biancastro sul ventre.

Privo dei ciuffetti di piume che caratterizzano altri rapaci notturni, ha zampe particolarmente lunghe e robuste e raggiunge un’apertura alare di oltre un metro. Di abitudini prevalentemente notturne, si nutre per lo più di piccoli mammiferi come topi, lepri e conigli, ma non disdegna gli uccelli. Durante la caccia vola a poca distanza da terra e, appena individua una preda, le si avvicina silenziosissimo e la cattura con le zampe, per poi ucciderla a colpi di becco sulla nuca; in genere la divora intera. Nel periodo dell'accoppiamento, il maschio offre alla femmina una preda per ottenere la sua disponibilità sessuale.

Il periodo riproduttivo coincide con i mesi di aprile e maggio, ma a volte nidifica anche ad ottobre e novembre. Non costruisce un nido, si limita a deporre le uova in un luogo riparato e ben nascosto. La covata può contare da 3 fino a 9 uova, allungate, ruvide ed opache che la femmina cova per circa quaranta giorni. Il maschio provvede a nutrire la femmina durante la cova ed entrambi poi si occuperanno della prole, alla quale occorrono circa dodici settimane prima di spiccare il volo.

Il barbagianni è economicamente vantaggioso per l'uomo in quanto elimina altri animali dannosi come roditori e talpe. Per tale motivo i contadini spesso incoraggiano abitazioni per barbagianni fornendo loro siti per la nidificazione quali una scatola lignea per il nido o un tamburo grande montato lateralmente rispetto ad un fienile. Inoltre viene utilizzato spesso nella falconeria, infatti tra i rapaci notturni è tra quelli più utilizzati.

Sin dai tempi antichi, il barbagianni è considerato e rappresentato come un essere maligno, o un fantasma, portatore di sfortuna e malessere. Ciò è dovuto al loro piumaggio fondamentalmente chiaro, che risalta nella notte nei suoi voli completamente silenziosi, all'abitudine di cacciare in posti come i cimiteri (data l'abbondanza di topi) o al suo verso acuto e prolungato. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
0 #1 Perla 2017-04-08 13:26
Poverino per la cattiva fama.... Io lo trovo particolarmente simpatico e la sua testa, vista da davanti, mi ricorda sempre la metà di una mela c04