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Il Komondor: disciplinato e premuroso

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Mille anni fa, i nomadi magiari portarono in patria dall’Oriente questo cane maestoso, rivestito di una lana grezza, impermeabile come feltro e così lunga da strisciare sul terreno. Il Komondor è un autentico cane da lavoro che i pastori sfruttano con un criterio particolare. Le grandi mandrie, infatti, vengono affidati a piccoli cani, che ne curano l’ordinato pascolo, rincorrendo prontamente le pecore che si allontanano. E intanto il Komondor sta a guardare, immobile, con aria sognante.

Ma appena sopravviene il pericolo, egli è pronto ad intervenire. Il pericolo può chiamarsi orso o lupo, per lui è indifferente. Con la forza dei suoi 60 chili, imponente e ringhiante si getta nella lotta. Chi ha potuto assistere a questi cruenti scontri sa che, in pochi drammatici minuti, il Komondor esce sempre vincitore, grazie anche al suo mantello che lo difende dalle zanne del nemico.

È un cane che rispetta sempre il padrone, l’unico capace di placare le sue ire, e questo rapporto cane-padrone appare talvolta persino patetico. La polizia ungherese lo ha utilizzato con ottimi risultati, specie nelle regioni fredde e nevose, per bracciale i malviventi. Solo nelle esposizioni il Komondor appare terso e lavato, perché normalmente è imbrattato di fango.

Grazie al suo aspetto morfologico il Komondor non passa inosservato, nel contempo ha un'indole abbastanza tranquilla ma sempre attenta e diffidente. In passato è stato selezionato anche per il combattimento. Solo dopo molte generazioni ed un accurato lavoro di selezione dei riproduttori, si è potuto ottenere il cane attuale. È un ottimo cane da guardia, sempre pronto a difendere la famiglia ed il territorio dove vive.

La testa è larga ma fine e proporzionata al corpo. Cranio convesso, più lungo del muso. Stop percettibile. Gli occhi sono posti dritti e di colore marrone scuro. Le orecchie, di media lunghezza, rimangono inserite all'altezza del cranio, ricadendo pendenti. Fronte larga. La coda inserita bassa, distintamente pendente, ha l'estremità incurvata verso l'orizzontale. In eccitazione si alza fino a livello del dorso. I piedi sono larghi e compatti.

L'intero corpo è ricoperto da una folta pelliccia cordata, formata da un pelo di copertura più ruvido e da un morbido sottopelo. L'unico colore accettato è il bianco uniforme. La pelle è però pigmentata color grigio-ardesia. La particolarità di questa razza è ovviamente il suo singolare mantello che a prima vista sembrerebbe molto impegnativo, in realtà non necessita di cure particolari da parte dell’uomo. Il pelo di questo animale non va neppure spazzolato, poiché deve mantenere intatta la sua tipica rusticità.

È una razza docilissima se ben abituata. Da cucciolo ama tantissimo giocare, mentre in età avanzata diventa molto più riflessivo. Un altro pregio è che si tratta di un cane forte e robusto di salute. Meglio sarebbe tenerlo sempre in giardino o in un recinto all’aria aperta, dove lui possa fare del movimento. Negli ultimi anni questa razza è stata soprannominata da molti giovani con il nome di ‘cane rasta’. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Susi
0 #2 Susi 2016-11-20 12:05
Caratteri adorabili, ma anche a me fa un pò impressione il pelo cosi infeltrato. Personalmente non vorrei mai tenere un cane solo in giardino o in un recinto, ma lo vorrei come compagno in ogni momento. Non so cosa ne pensa lui.... c04
 
 
Perla
+1 #1 Perla 2016-11-17 16:13
Mi ricorda tanto il pastore bergamasco. Bellissimi cani entrambi (bergamasco e Komondor) ma devo ammettere che le poche volte che ne vedo uno provo un po' di pena perché danno l'impressione di essere trascurati *timido