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Che tosse! Sarà cimurro?

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Cimurro: una parola che nell’immaginario di ogni proprietario di cane equivale all’orco cattivo tanto temuto dai più piccoli. Timore non infondato, né eccessivo. La malattia in questione è davvero micidiale e, trattandosi di una grave infezione virale, non esiste una terapia che possa realmente dare garanzie di guarigione. Il virus del cimurro si trova principalmente nel materiale eliminato con i colpi di tosse e gli starnuti ma, nelle fasi acute, anche nel secreto congiuntivale, nelle feci e nelle urine.

Di solito la penetrazione all’interno dell’organismo avviene attraverso le mucose dell’apparato respiratorio, anche se non sono da escludere altre possibilità, come l’infezione attraverso l’apparato digerente. Dopo un’incubazione variabile si ha la comparsa della febbre e dei primi sintomi: rinite purulenta, tosse, catarro bronchiale, gastroenterite. Non è raro un repentino miglioramento dopo qualche giorno, al quale quasi sempre fa seguito una ricaduta con un secondo picco febbrile ed aggravamento dei sintomi.

L’evoluzione in broncopolmonite è classica. Durante la fase acuta si ha anche la disseminazione del virus nel sistema nervoso centrale. Nei casi più gravi questa localizzazione dà segni di sé trenta o quaranta giorni dopo l’inizio della malattia, che può evolvere in una encefalite solitamente molto grave, con sintomi che vanno da contrazioni involontarie di gruppi muscolari a crisi convulsive vere e proprie. Non esiste cura antivirale.

La terapia? Si somministrano antibiotici contro le infezioni associate e farmaci sintomatici. Di qualche utilità possono essere le immunoglobuline, se somministrate durante il primo picco febbrile. Purtroppo i soggetti colpiti più di frequente e con maggiore intensità sono i cuccioli non ancora immunizzati, e la mortalità è molto alta. Per questo i veterinari insistono sulla precocità e l’accuratezza della vaccinazione. (Foto: Pinterest)

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Commenti   

 
Perla
0 #1 Perla 2016-04-29 13:07
Brutta "bestia" il cimurro!
Foto stupenda! c36