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Pit Bull: nessuno più li vuole

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A causa di un nome che viene associato all'aggressività, i Pit Bull faticano a trovare casa. Secondo uno studio dell'università statale dell'Arizona, i cani etichettati come Pit Bull nei rifugi possono aspettare, prima di essere adottati, anche il triplo del tempo rispetto a cani identici ma non etichettati, o con un cartellino che riporta una razza errata. Che i Pit Bull siano spesso percepiti negativamente e incutano timore, in ragione anche di fatti di cronaca, non è una novità.

I ricercatori hanno voluto però indagare l'effetto dell'etichetta 'pit bull' sull'adozione. Con una ricerca su un campione di persone, hanno riscontrato che la razza è percepita come meno adottabile di altre, ad esempio dei Labrador, perché considerata meno amichevole e più aggressiva. Uno studio nei rifugi ha poi portato a scoprire che i cani etichettati come Pit Bull, rispetto a cani identici ma non etichettati o identificati con una razza diversa, impiegano il triplo del tempo per trovare un proprietario.

"Siamo rimasti sorpresi nel vedere che cani del tutto simili vengono alcune volte etichettati come Pit Bull e altre volte come razze completamente diverse", spiega l'autrice della ricerca Lisa Gunter. "Questi cani possono sembrare uguali e agire allo stesso modo, ma l'etichetta di Pit Bull li condanna a un'attesa molto più lunga prima dell'adozione".

"L'indicazione della razza - osserva Gunter - può essere imprecisa, basata su somiglianze a volte fuorvianti, e i cani possono essere inavvertitamente penalizzati quando vengono etichettati come Pit Bull. Una soluzione semplice - suggerisce la ricercatrice -  sarebbe quella di eliminare del tutto le etichette per i cani dei rifugi". (Foto: Pinterest)

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