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La tartaruga di Horsfield

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Pur essendo abbastanza simile alle tartarughe mediterranee è di origine asiatica e il suo ambiente naturale è costituito da deserti rocciosi e steppe dove il clima è arido e presenta forti sbalzi climatici tra il giorno e la notte. La tartaruga di Horsfield (Testudo horsfieldii) è un rettile appartenente all'ordine delle testuggini. È anche comunemente denominata tartaruga russa o tartaruga delle steppe. Può vivere fino a 1.600 metri di quota ma alcuni soggetti sono stati trovati a 2.300 metri.

In genere vive accanto a sorgenti di acqua dove la vegetazione è più abbondante e, per ripararsi dalle temperature estreme, scava delle gallerie lunghe anche due metri. Altre volte, invece, occupa le tane scavate e abbandonate dai mammiferi. È una tartaruga di taglia contenuta che, da adulta, raggiunge una lunghezza della corazza di 17-22 cm circa.

Pur assomigliando nei colori (giallo bruno con disegni marrone scuro) alle tartarughe mediterranee ha una forma più rotondeggiante e appiattita. Come per tutte le tartarughe, la distinzione del sesso è possibile sono nei soggetti adulti. I maschi raggiungono una taglia leggermente inferiore a quella delle femmine ma hanno la coda più lunga. Un'altra delle loro caratteristiche è che hanno solo quattro dita. 

ALLEVARLA IN GIARDINO

Questa tartaruga richiede un habitat caldo e asciutto. Durante la bella stagione può vivere in un ampio recinto in un terreno soleggiato, asciutto e ben drenato. Il recinto deve essere alto almeno 45 cm e deve allungarsi nel terreno per evitare che il rettile scavi al di sotto una via di fuga. Alcuni cespugli permetteranno alla tartaruga di ripararsi dal caldo mentre una casetta servirà da rifugio contro il freddo. Non può vivere su terreni umidi o erbosi, che possono causare problemi di salute. Anche se sopporta bene il freddo, l'umido può causarle gravi infezioni respiratorie.

ALLEVARLA IN CASA

Farla vivere in casa è complicato in quanto il terrario non le permette di avere sufficiente spazio a disposizione. Occorre allestire, in una stanza, un recinto di un paio di metri per per lato, fornito di lampade UVB e di una lampada riscaldante che crei un punto caldo ben localizzato. La temperatura ideale diurna deve mantenersi tra i 22 e i 28° C. Quella notturna va mantenuta a circa 18-20° C. Il fondo del recinto deve essere ricoperto con uno strato composto di ghiaia e di sabbia profondo almeno 10 cm.

L'ALIMENTAZIONE

Questa tartaruga è erbivora e mangia solo piante spontanee, come: erba, trifoglio, tarassaco e fiori. Può mangiare anche erba medica e foglie di fico d'India. Se mangia a sufficienza questo tipo di alimenti non necessita di integrazione. I vegetali coltivati rappresentano una scelta di ripiego, possono essere utilizzati nei periodi in cui è carente l'alimento naturale. Può mangiare radicchio, catalogna, cavoli (di vari tipi), ravizzone, lattuga, prezzemolo e foglie di carota ma con l'aggiunta di calcio carbonato. Totalmente controindicati e dannosi sono i carboidrati (pane, pasta, e così via), il latte e i suoi derivati (per esempio la mozzarella). Guai agli alimenti con proteine animali (carne, cibo per cani e gatti, mangime per tartarughe onnivore, larve di insetti). Inoltre, non deve mai rimanere senza acqua fresca e pulita.

IN LETARGO ALL'ASCIUTTO

Durante la stagione fredda le tartarughe russe vanno in letargo. Dove l'inverno è freddo e umido, è preferibile che ciò avvenga in un ambiente controllato, in cui la temperatura vari tra 10 e 2° C. I soggetti arrivati da noi da poco, il primo inverno non devono andare in letargo e vanno tenuti al caldo in casa.

Questa tartaruga per essere commercializzata e tenuta in casa deve possedere la documentazione CITES o l'attestazione (in pratica un verbale di nascita) che dimostra che si tratta di un esemplare nato in cattività in un Paese dell'Unione Europea. (Foto: Wiki)

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Commenti   

 
Susi
+1 #2 Susi 2016-03-03 20:22
Interessante, non sapevo esistesse una tale varietà di tartaruga. Penso anch'io che dovrebbero comunque essere lasciate nel loro habitat.
 
 
Perla
+1 #1 Perla 2016-02-29 09:27
L'ideale sarebbe che tutte potessero vivere nel loro habitat naturale!