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Tartarughine d'acqua: attenzione agli occhi

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Le tartarughine d'acqua sono ormai molto diffuse nelle nostre case e sono considerate animali di facile gestione. Purtroppo molto spesso si presentano problemi che non siamo ancora preparati a risolvere. Non si deve mai scordare che la salute di questi rettili dipende anche dalle condizioni di allevamento corrette. Questo vuol dire che devono vivere in un terracquario dotato di filtri per mantenere pulita l'acqua e una zona asciutta riscaldata dove possano regolare la loro temperatura corporea come se fossero al sole.

Quindi, quando prendiamo un qualsiasi animale, è sempre buona cosa informarsi il più possibile sulle sue esigenze e sulle sue abitudini: solo così potremo garantire al nostro nuovo amico una vita felice. Capita spesso che le tartarughine d'acqua, a pochi mesi dall'acquisto, a un certo punto restino costantemente con gli occhi chiusi e smettano di alimentarsi. La cosa può andare avanti per mesi, fino a che le povere bestioline soccombono all'inedia e muoiono. Se la cosa capita in autunno molti credono che la causa sia il letargo, nonostante vivano in casa al caldo.

Solo in primavera, quando i piccoli rettili continuano a stare immobili con gli occhi chiusi, il proprietario si rende conto che qualcosa non va e cerca la consulenza del veterinario. Purtroppo, dopo mesi di anoressia, spesso è troppo tardi per intervenire. Generalmente si crede che questa chiusura ostinata delle palpebre sia dovuta ad una malattia degli occhi e si tentano rimedi improvvisati e del tutto inutili, come gocce da mettere nell'acqua o colliri negli occhi. In realtà questo problema è dovuto, nella quasi totalità dei casi, a una carenza di vitamina A.

Infatti, la causa di questa frequente patologia, è rappresentata da una dieta sbagliata, basata sulla somministrazione esclusiva di gamberetti secchi, alimento privo di vitamina A. Le tartarughine neonate possiedono nel fegato una riserva di questa vitamina sufficente per circa sei mesi, o anche meno, se alimentate con una dieta iperproteica. Quando esauriscono questa riserva e non trovano la vitamina nell'alimento compaiono i sintomi della carenza. Il sintomo che si osserva clinicamente è rappresentato dalla chiusura degli occhi causata dal gonfiore delle palpebre. Incapace di aprire gli occhi e quindi di vedere, la tartaruga smette anche di alimentarsi, finendo per morire di inedia nel corso di alcuni mesi.

Questa patologia, oltre che facilmente prevenuta con una dieta adeguata, può essere curata efficacemente se non si attende che sia troppo tardi. Appena si notano i primi sintomi conviene sentire il veterinario che prenderà subito le misure necessarie. Prima di tutto provvederà a somministrare per bocca la vitamina A, una volta alla settimana, fino ad apertura degli occhi. La vitamina A, se somministrata in dosi eccessive, è tossica e per questo, per curare soggetti molto giovani e di piccolo peso, si ricorre alla somministrazione per bocca di un preparato per uso orale, anziché ricorrere alle iniezioni. Il farmaco iniettabile è, infatti, molto concentrato e difficile da dosare in animali di poche decine di grammi.

Un'altra indispensabile misura terapeutica consiste nel rimuovere dall'interno delle palpebre il materiale, costituito da un ammasso di cellule desquamate e batteri, che si accumula a causa della malattia. Per fare questo il veterinario inserisce tra le palpebre un'apposita sonda con la quale esegue dei lavaggi degli occhi fino a eliminare il materiale estraneo. La guarigione può impiegare da pochi giorni a 3-4 settimane e si manifesta con l'apertura degli occhi e la ripresa dell'alimentazione. Quando la tartaruga riprende a mangiare, una dieta corretta fornirà la quantità di vitamina A o di beta carotene di cui necessita.

È di fondamentale importanza fornire una dieta più varia possibile (pellet per trote, mangime per pesci rossi, mangime in stick per tartarughine acquatiche, pesciolini, lombrichi, grilli, moscerini, larve di insetti, e così via), senza dimenticare che, in genere, le tartarughe d'acqua dolce (come Trachemys, Pseudemys, Chrysemys) sono prevalentemente carnivore da piccole, ma che diventano progressivamente vegetariane con la crescita. La somministrazione di vegetali (piante acquatiche, tarassaco, insalate, radicchi, carote grattugiate) fornisce una quantità sufficiente di beta carotene, che viene poi convertito dall'organismo della tartaruga in vitamina A. (Foto: Wiki)

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Commenti   

 
Susi
0 #1 Susi 2015-09-17 11:31
grazie Niki, bisogna sempre pensarci bene e sapere il più possibile sugli animali che si vogliono tenere c09