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La foca monaca del Mediterraneo

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La foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus) è l'animale che più di ogni altro è simbolo delle razze a rischio estinzione. Questo simpatico nuotatore, infatti è uno dei mammiferi marini più rari al mondo ed è veramente ad alto rischio scomparsa. Una situazione triste se pensiamo che, un tempo, la foca monaca si trovava praticamente in ogni zona costiera del mar Mediterraneo. Come se non bastasse, anche al di fuori del Mediterraneo le cose non vanno meglio: le foche monache delle Hawaii rischiano anch'esse l'estinzione e quelle dei Caraibi sono già del tutto estinte.

La foca monaca del Mediterraneo, 300 kg e quasi 250 cm di lunghezza, è un animale abbastanza misterioso e alcune abitudini di vita di questi mammiferi marini non sono ancora del tutto conosciute. Una volta si pensava che la foca monaca frequentasse solamente i bassi fondali vicini alla costa. In realtà nuota molto volentieri al largo... e lo fa per decine di chilometri! Non solo: per mangiare si immerge continuamente e spesso arriva a raggiungere anche i 100 metri di profondità. Il suo menù è piuttosto vario e comprende crostacei, molluschi, patelle e pesci di varie dimensioni.

Come detto non è facile avvistare una foca monaca. Il motivo è semplice: a parte qualche riposino a pelo d'acqua, la sua nuotata avviene sempre in profondità. I maschi sono territoriali, difendono il tratto di costa che si sono scelti come base, e non amano molto la presenza di altri maschi. Le femmine partoriscono un piccolo all'anno e questa - oltre all'inquinamento sempre più diffuso e alla mancanza di cibo per via della pesca intensiva - è una delle ragioni che ne minacciano la sopravvivenza. Quando nascono i cuccioli sono lunghi meno di un metro e pesano circa 18 kg.

Un tempo questi animali si trovavano in quasi tutte le acque del Mediterraneo, oggi purtroppo sono stati avvistati e seguiti dei nuclei rilevanti di foche monache al largo della Grecia (nei pressi di isole dell'Egeo e dello Ionio meridionale) e lungo tratti di costa meridionale della Turchia. Negli ultimi anni, sono giunte anche segnalazioni di avvistamenti nel mare Adriatico (al largo di Istria) e nel centro del Mediterraneo (al largo della Sicilia, della Sardegna e dell'arcipelago Toscano).

I grandi spostamenti a cui sono abituate le foche monache rende piuttosto difficile una conta esatta del numero di esemplari rimasti in vita nel Mediterraneo. Le stime, però, sono davvero 'grigie': gli esperti del WWF, per esempio, parlano di appena 300 esemplari che popolano le acque comprese tra la Grecia e la Turchia. Un numero davvero drammatico... Non è nemmeno una grande consolazione pensare che alcuni esemplari, forse anche piuttosto numerosi, vivono in altre zone nascoste del mare della Penisola italiana.

Per cercare di salvarla dal gravissimo rischio di estinzione al quale è sottoposta, la foca monaca del Mediterraneo è al centro di alcuni interventi di salvaguardia. In particolare, sono state create delle aree protette, nel Parco Marino delle Sporadi settentrionali, in Grecia, in quello delle Isole Desertas, in Portogallo, e in alcune località della Turchia, dove la pesca è severamente disciplinata e la foca monaca riesce a vivere tranquilla crescendo il suo cucciolo e trovando tutto il pesce di cui ha bisogno per nutrirsi.

Questo splendido mammifero marino è conosciuto fin dai tempi antichi: ne scriveva Aristotele ed era caro al Dio Poseidone. Secondo alcuni, le mitiche sirene che ammaliavano i naviganti con il loro canto non erano altro che foche monache. Il colore del manto della foca monaca ricorda quello del saio dei monaci: ecco perché è stata chiamata così. (Foto: Telegraph)

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