^Back to Top

Piccole anime,

grandi emozioni...

...nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore...

ARCHIVIO COMPLETO

ULTIMI TWEET

LOGIN

Registrati per avere più opzioni! Entra nella nostra Community!

SOCIAL GROUP E RSS

TwitterGoogle BookmarksRSS FeedPinterest

L'abbraccio terribile del centopiedi gigante

Share this post

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Chi pensa che il centopiedi gigante (la scolopendra) sia solo un insettone brutto da vedere si sbaglia di grosso. Questo animale pieno di zampe è decisamente spiacevole da incontrare. Egli, infatti, presenta degli unghioni velenosi che possono infliggere ferite molto dolorose. Non si tratta di un animale letale, però è molto pericoloso: non riesce ad uccidere un uomo adulto ma può fare danni molto seri a un bambino. In natura, la scolopendra è presente in varie specie - con dimensioni e caratteristiche diverse - ma la versione che fa paura è quella gigante.

Predatore, lungo fino a 30 centimetri, di svariati tipi di insetti non disdegna nemmeno pranzetti più succulenti e impegnativi: rane, topi e pipistrelli! Ovviamente, oltre al potente veleno, questo animale è dotato di un corpo massiccio e rinforzato per la caccia (rivestito da dure placche composte da una sostanza tipica dello scheletro degli insetti: la chitina). Un predatore davvero terribile... da tenere a distanza di sicurezza! Non viene di certo voglia di accarezzarlo. Comunque, anche chi volesse farlo - a suo rischio e pericolo - avrà qualche difficoltà.

Egli infatti non abita dalle nostre parti ed è originario dell'immensa foresta amazzonica dell'America meridionale. Per nostra fortuna vive in zone calde e umide del pianeta, lungo le fasce tropicali. In Europa, però, esistono specie di scolopendra più piccole e meno pericolose (anche se vengono considerate tra gli artropodi più velenosi). Oggi, il maggior numero di centopiedi gigante popola il Sud America settentrionale fino a Trinidad e alla Giamaica.

Se abbiamo in programma un bel viaggio esotico verso qualche assolata spiaggia centro e sud americana, facciamo attenzione alle foreste che si spingono fin verso gli hotel e i villaggi: una scolopendra potrebbe camminare indisturbata con tutte le sue zampine e i suoi unghioni velenosi sul pavimento della nostra camera! Questi unghioni spuntano dal primo segmento del corpo: queste due zampe modificate e trasformate in arma letale, vengono dette 'forcipole' e servono ad iniettare il liquido velenoso nelle prede.

La scolopendra esce dal suo rifugio nelle ore notturne per passare al setaccio i nascondigli degli insetti, dei ragni o di altri piccoli animali. Quando individua la preda, la 'abbraccia' in una stretta mortale durante la quale penetra con le forcipole fino a svuotare le sue speciali sacche di veleno all'interno del corpo del malcapitato. Il veleno è tossico anche per gli esseri umani e causa un intenso dolore e una forte infiammazione nella zona colpita oltre che un conseguente stato di malessere generale con sudorazione intensa e febbre. Il dolore può continuare per molte ore o, addirittura, per alcuni giorni.

Il centopiedi gigante non è un insetto timido o pauroso. Quando viene scoperto da un uomo si allontana mantenendo un atteggiamento calmo e controllato. Il suo coraggio è, in un certo senso, la fortuna delle persone che incontra: questo insetto pericoloso non ha un atteggiamento aggressivo e morde solo se viene stretto tra le dita oppure se viene a trovarsi schiacciato tra la nostra pelle e i vestiti. Non essendo timido, si spinge a vivere anche a ridosso di cittadine e vari ambienti urbani.

Come la maggior parte degli artropodi, la scolopendra depone uova, che protegge tra le zampe posteriori fino alla loro schiusa, creando così una specie di armatura. Dato che la femmina raramente abbandona le uova, quando si muove per cacciare solleva le zampe posteriori che proteggono le uova e striscia con quelle anteriori. Dopo la schiusa i piccoli - solitamente di colore bianco trasparente - vengono protetti allo stesso modo, almeno fino a quando non diventano troppo grandi per poter essere trasportati sul dorso della madre. (Foto: Wiki)

Accedi o registrati per poter commentare.