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Nutrire un cucciolo senza mamma

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Occasionalmente può accadere di dover accudire uno o più cuccioli rimasti orfani, rifiutati dalla madre o insufficientemente nutriti a causa della scarsa montata lattea di quest'ultima. In questi casi è necessario acquistare in un negozio specializzato del latte di cagna in polvere, da ricostituire con acqua portata a 38-39 gradi. In alternativa, anche se questa procedura è decisamente più impegnativa, mescolando 100 ml di latte intero di mucca, 100 ml di panna da cucina, un tuorlo d'uovo, un cucchiaio di ricotta e una tavoletta polverizzata di integratore per cani contenente vitamine e sali minerali.

L'alimento va dispensato con un biberon per cagnolini, regolando il foro della tettarella in modo che sia adeguato alla loro bocca ed evitando, durante l'assunzione dell'alimento, di tenerli pancia all'aria. Se i piccoli non hanno ancora compiuto una settimana (in tal caso gli occhi sono ancora chiusi), è raccomandabile somministrare loro pasti frequenti (in certi casi anche ogni una o due ore), verificando che, negli intervalli tra una poppata e l'altra, dormano tranquilli e non si lamentino con voce flebile.

Nel periodo compreso tra la seconda e la terza settimana, quando cioè gli occhi sono definitivamente aperti ma non sono ancora percepibili al tatto i denti da latte, i pasti devono essere dispensati ogni quattro ore circa e con quantitativi di cibo più abbondanti. Tra i venti e i trenta giorni di vita spuntano i denti decidui e i progressi motori dei cuccioli sono evidenti: a questo punto le poppate quotidiane possono essere ridotte a quattro. Tra una e l'altra, indipendentemente dall'età dei giovani cani, è importante misurare loro il peso, in modo da costatarne gli incrementi, con una bilancia da cucina o per neonati.

Dopo il compimento del mese, è possibile iniziare lo svezzamento, in modo da rendere i cagnolini autonomi, dal punto di vista alimentare, intorno alle sette settimane. I cibi di transizione e gli omogeneizzati specifici sono in tal caso ideali per cominciare a fare assaggiare loro qualcosa di semi-solido. Questi prodotti, che è consigliabile sciogliere inizialmente nel biberon a piccole dosi, vanno passati con il dito sulle loro labbra e poi lasciati in una ciotola o su di un piattino, in modo che gli animali possano andare ad assumerne ridotti quantitativi a loro piacimento.

A partire dalla sesta settimana di età i piccoli sono in grado di mangiare per conto proprio ed è a questo punto indispensabile somministrare loro, sulla scorta di quanto consigliato dal medico veterinario di fiducia, un mangime adatto al caso. Nel corso del primo mese di vita (durante il quale è preferibile tenere i piccoli in un ambiente riscaldato) è necessario, al termine dei pasti, stimolare con un batuffolo di cotone umido la zona ano-genitale (così come, di norma, fa mamma cagna con la lingua), per indurli a urinare e defecare. Subito dopo, al fine di favorire i processi digestivi, può essere raccomandabile strofinare delicatamente il loro ventre con un panno di lana.

Se i giovani cani godono di buona salute, crescono costantemente di peso, dormono lunghi sonni e chiamano, quando sono svegli, con voce forte. Nel caso in cui, invece, dormano poco e piagnucolano di frequente, è auspicabile rivolgersi al veterinario. (Foto: Pinterest)

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