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Il riccio: un amico sconosciuto

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Animaletto notturno, timido, mansueto, molto curioso, provvisto di grande memoria e capace di relazionarsi all'uomo, ma attenzione, essendo un animale protetto la sua detenzione è vietata. Studiosi riferiscono che il riccio ha una specie di 'carta geografica' nella mente per quel che riguarda il suo territorio, è dunque sbagliato spostare un riccio dal posto di avvistamento e se l'animale in questione fosse una femmina (la riproduzione avviene tra aprile e settembre), i piccoli, che aspettano la madre in un nido ben nascosto, sarebbero condannati a morte sicura.

Anni addietro lo si vedeva prevalentemente nelle campagne e ai margini del bosco dove trovava, come animale insettivoro, cibo sufficente: lombrichi, lumache, ragni, insetti vari e piccoli vertebrati nei prati e sotto i rovi, protezione per lui e i suoi piccoli. Ora l'agricoltura moderna (monoculture) e la mania di pulizia hanno allontanato il riccio dai suoi vasti spazi vitali.

Ecco perché oggi vive negli agglomerati e nei suoi immediati dintorni e la sua vita è diventata molto difficile. Molto spesso, per negligenza ed ignoranza, provochiamo la morte dei ricci. I nostri giardini, inconsapevolmente, possono diventare delle trappole mortali.

Come possiamo aiutare il riccio? Ecco alcuni suggerimenti:

• Controllando sotto i cespugli e siepi prima del passaggio di una falciatrice elettrica o di un decespugliatore, perché i ricci vi trascorrono spesso e volentieri la giornata dormendo e molto più di quanto si pensi vengono mutilati atrocemente, condannandoli ad una lunga agonia.

• Non lasciando per terra nessun tipo di rete, i ricci restano impigliati con i loro aculei e muoiono dopo terribili sofferenze. Le reti degli orti devono essere tese, le loro estremità arrotolate e fissate, quelle delle vigne e dei frutteti non devono arrivare fino a terra.

• Non bruciando i vecchi mucchi di foglie o rami prima di aver ispezionato con cura, le femmine li usano anche come nido.

• Lasciando cumuli di rami e foglie (sono ottimi rifugi per il riccio); piantando arbusti autoctoni, dove i nostri insetti, (es. le farfalle) possono svilupparsi; prevedendo un passaggio da un giardino all'altro (i maschi hanno un raggio di oltre tre chilometri per notte). Riempiendo sempre un sottovaso con dell'acqua fresca aiuteremo anche altre specie di animali.

• Coprendo buchi o pozzi e prevedere per piscine o stagni con forte pendenza una 'scala d'uscita'. Quando c'è acqua, una zattera (es. un pezzo di corteccia) ancorata al fondo con dei sassi, può offrire provvisoriamente una possibilità di salvezza.

• Non spargendo prodotti chimici, questi indeboliscono il sistema immunitario del riccio e distruggono la sua base alimentare. Solo un riccio in buona salute ci potrà aiutare ad eliminare i così detti 'animali dannosi' per il nostro orto.

• Per ultimo, ma molto importante, non dare mai al riccio latte di mucca! Essendo molto ricco di lattosio (uno zucchero) provoca all'animale delle dissenterie, che possono portarlo alla morte, perché al riccio manca l'enzima per digerirlo.

Se teniamo conto di queste raccomandazioni, oltre a creare un piccolo paradiso per uomini e animali, il riccio adotterà il nostro giardino come habitat quando a primavera si sveglierà dal suo lungo letargo.

Centro di cura per ricci - cp 82 - 6673 Maggia (Alex Andina e Elsa Hofmann-Perini)

Telefono: 0041917532922 / Cel: 0041794237460

Sito web: www.ricci-in-difficolta.ch

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Commenti   

 
Susi
+1 #1 Susi 2014-11-20 19:03
ti ringrazio per questo articolo Niki c09 . E molto importante saper cosa fare per aiutare i ricci. Quest'anno oltrettutto sono stati colpiti da una malattia e ne sono morti tanti *piangere