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Allarme per il quokka: rischio estinzione

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Il quokka, marsupiale socievole e con una espressione di costante serenità sul musetto, non è affatto intimorito dagli esseri umani, anzi, spesso è proprio lui ad andare incontro all'uomo. Nonostante somigli moltissimo ad un piccolo e goffo canguro, è in grado di arrampicarsi su piccoli alberi e arbusti. Il mantello è di color bruno brizzolato, ma sul ventre si fa sempre più marroncino. I movimenti del quokka sono simili a quelli del canguro e comprendono una serie di balzi grandi e piccoli. Come altri marsupiali della famiglia dei Macropodidi, è erbivoro e generalmente notturno.

Questo tenero marsupiale, originario di un piccolo angolo del sud-ovest dell'Australia (sull'Isola di Rottnest è molto comune ed occupa una grande varietà di habitat, dalla boscaglia semi-arida ai giardini coltivati), a causa del suo muso simpatico e della sua familiarità con gli umani rischia di non riuscire più a riprodursi: a metterne in pericolo la sopravvivenza non sono tanto i predatori (come dingo, cani e gatti), quanto l’alimentazione.

Il quokka, infatti, è molto goloso e mangia tutto quello che gli viene dato dagli essere umani. È capace di ingerire grosse quantità di pane - sempre col sorriso sul musetto - che, però, per la sua sopravvivenza possono essere letali. Un'alimentazione non adatta alla sua natura che lo ha portato a sconvolgere le sue abitudini alimentari.  A nulla sinora sono valsi divieti e multe a chi glielo offriva.

Il quokka è stato uno dei primi mammiferi australiani ad essere stato visto dagli europei. Il marinaio olandese Samuel Volckertzoon scrisse di aver avvistato «un gatto selvatico» sull'Isola di Rottnest nel 1658. Nel 1696 Willem de Vlamingh scambiò questo animale per un ratto e battezzò l'isola «Rottenest», «nido di ratti» in olandese. Ma il futuro dell'animale più felice del mondo adesso è davvero a rischio. Ora il suo nome è stato indicato come «vulnerabile» nella Lista rossa delle specie minacciate di estinzione. (Foto: Wiki)

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