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I pericoli degli avvelenamenti e intossicazioni

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Cani e gatti sono per natura molto curiosi e, quindi, sono spesso portati, nel tentativo di conoscere meglio il mondo che li circonda, ad assaggiare ciò che capita loro a portata di bocca. Questo comportamento che è molto frequente nei cuccioli e nei gattini - pur venendo esibito anche dagli adulti - può però celare gravi insidie. I luoghi dove i nostri amici trascorrono parte delle loro giornate - appartamento, balcone, cortile, giardino, strada ecc. - infatti, pullulano di sostanze potenzialmente tossiche la cui ingestione può causare problemi anche di una certa importanza.

Come regola generale bisognerebbe dunque tenere sempre sotto controllo gli animali, impedire loro di uscire all'aperto da soli, togliere di torno tutto ciò che potrebbe risultare pericoloso ed intervenire quanto prima nel momento in cui si sospetti una qualsiasi forma di avvelenamento. Spesso si ritiene che i malesseri del proprio animale possano regredire con la somministrazione di medicamenti per uso umano. Attenzione, però: alcuni principi attivi possono risultare tossici per i cani e i gatti. La dose, inoltre, può essere superiore a quella effettivamente necessaria.

È bene non utilizzare mai farmaci a base di acido acetilsalicilico e gli antinfiammatori non steroidi (detti Fans). Per evitare guai, bisogna diffidare dal "fai da te" e consultare il veterinario prima di dispensare un farmaco. Può accadere che l'animale trovi in giro medicine e le ingerisca: ricordare di tenere sempre i medicinali sotto chiave avendo l'avvertenza di applicare scrupolosamente la raccomandazione "tenere lontano dalla portata dei bambini", alla quale corrisponde inevitabilmente "tenere lontano dalla portata degli animali domestici". I principali sintomi sono di tipo neurologici (crisi convulsive, abbattimento e tremori) e gastrointestinale (sangue nelle feci, vomito e senso di prostrazione).

Si conoscono decine di piante ornamentali potenzialmente tossiche per gli animali. I gatti, più facilmente dei cani, manifestano un interesse particolare per fiori, foglie e steli, annusando e assaggiando le parti vegetali. Tra le piante più rischiose ricordiamo l'edera, la dieffenbachia, il giacinto, l'iris, il narciso, l'oleandro, l'ortensia, il rododendro, le Euforbiacee e il vischio, che viene spesso usato nelle decorazioni natalizie. I sintomi possono essere molto diversificati e comprendere abbondante salivazione, diarrea, dolori addominali, vomito, difficoltà respiratorie, alterazioni della funzionalità cardiaca, fino a fenomeni di tipo neurologico (mancanza di coordinazione dei movimenti, convulsioni, paralisi) e coma. Chi ospita un gatto dovrebbe quindi evitare di tenere piante ornamentali "pericolose" oppure dovrebbe posizionarle in luoghi inaccessibili al felino.

L'elenco delle sostanze utilizzate in ambito domestico ad attività potenzialmente tossica su cani e gatti è lungo e dettagliato. Tra le più pericolose ci sono detersivi e saponi, coloranti e vernici (inclusi pastelli e pennarelli dei bambini), naftalina, lucido per le scarpe, cosmetici. Il contatto (o l'ingestione) con uno dei prodotti può provocare segni clinici variabili. L'intossicazione può essere indiretta (e più subdola), come il caso di cani e gatti che, camminando su superfici da poco lavate e disinfettate subito dopo si leccano le zampe, assumendo così il prodotto.

L'ingestione di esche avvelenate destinate ai roditori (se non di cadaveri di piccoli animali morti intossicati) o di insetticidi appositamente (o volutamente) distribuiti nell'ambiente esterno può rivelarsi estremamente pericolosa per cani e gatti. Il caso più frequente è quello dell'assunzione di veleno per topi ad azione anticoagulante. L'animale che se ne ciba può presentare nel giro di poco tempo emorragie più o meno diffuse ed evidenti: sangue nelle urine, perdita di sangue dalla bocca, rigonfiamento a carico delle articolazioni delle zampe, emorragie cerebrali e così via.

In questi casi è indispensabile non perdere tempo e portare immediatamente cane o gatto nella più vicina struttura veterinaria, dove verrà prontamente istituita una cura specifica. Nonostante ciò, però, non è sempre possibile riuscire a salvare l'animale intossicato. Cani e gatti che trascorrono parte della loro giornata all'aperto possono imbattersi in animali con i quali un incontro può essere fonte di guai: la natura ha dotato molti anfibi, rettili e insetti di armi capaci di determinare intossicazioni. È meglio, quindi, impedire che possano gironzolare per conto proprio, senza essere sorvegliati.

Un ultimo gruppo di avvelenamenti comprende le auto-intossicazioni, generate dalla presenza di scorie endogene, che non vengono smaltite dall'organismo. Affezioni a carico del fegato o dei reni possono causare problemi, che vanno affrontati con cure disintossicanti.

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