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Il Bengalino, un canterino poco impegnativo

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Piccoli e variopinti, qualche anno fa i Bengalini erano gli uccelli esotici per eccellenza. Anche se oggi le specie esotiche facilmente reperibili sono molte, il Bengalino mantiene un ruolo di primo piano grazie alla simpatica vivacità, alla facilità con cui si abitua a vivere in gabbia e al suo bel piumaggio. Pur essendo originario di regioni a clima tropicale, il Bengalino si dimostra abbastanza rustico e resistente al freddo, ovviamente senza esagerare.

Nei mesi più rigidi è comunque preferibile allevarlo al chiuso. Solo nelle regioni del sud e in voliere ben protette dalle intemperie è possibile tenerlo all'aperto tutto l'anno.

Le dimensioni sono di circa 10 cm compresa la coda. La vita media è di 8-10 anni. La specie più nota è il Bengalino comune o moscato ma ci sono anche il Bengalino verde e il Bengalino ventre arancio.

Ambedue i sessi cantano in modo gradevole: durante il periodo nuziale i maschi si colorano di rosso sfumato di giallo su testa, fianchi e ventre, più o meno diffusamente a seconda delle sottospecie e la puntinatura si fa più evidente.

Il nome Bengalino gli fu attribuito da Mathurin Jacques Brisson - famoso zoologo e fisico, Professore all'Università di Parigi, dove eseguì importanti studi di ornitologia - che riteneva questo simpatico ed esuberante uccellino originario del Bengala mentre la sua vera origine è quella africana.

La sistemazione ideale per loro è certamente una piccola voliera per interni, con rotelle che consentano di spostarla per qualche ora in terrazza o in giardino nelle giornate invernali più miti e soleggiate e anche tutto il giorno durante l'estate.

Evitiamo però di tenerla in cucina e, soprattutto, in prossimità di spifferi e correnti d'aria o vicino a finestre che si aprono e chiudono spesso. Il sole è gradito ma d'estate può rivelarsi pericolosissimo se la voliera non offre ai piccoli ospiti la possibilità di rifugiarsi all'ombra quando si sentono troppo accaldati.

Per una coppia serve una gabbia di almeno mezzo metro di lunghezza è trenta centimetri di altezza e profondità. Posatoi e rami collocati nella voliera sono molto apprezzati, purché non ostacolino eccessivamente il volo. Dovrebbe esserci anche una vaschetta per il bagno, almeno nelle giornate più calde e soleggiate, praticamente sempre tra maggio e settembre.

La scelta dovrebbe ricadere preferibilmente su una di tipo esterno, collocabile in corrispondenza di uno degli sportelli della gabbia, perché se la vasca fosse posizionata sul fondo della voliera i Bengalini ne sporcherebbero ben presto l'acqua.

Non deve mai mancare nemmeno una piccola ciotola sempre piena di 'grit' (piccoli corpi duri o 'pietruzze' che gli uccelli beccano con frequenza e che nello stomaco frantumano il cibo) indispensabile per la digestione di questi granivori, mentre il classico osso di seppia può essere sostituito da una mattonella specifica, ricca di vitamine e sali minerali. (Foto: Wiki)

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Commenti   

 
Susi
+1 #1 Susi 2014-03-27 18:19
E' bellissimo! Personalmente preferisco ammirare soprattutto gli uccellini liberi nella natura. Tenuti in voliere mi fanno tanta pena, non parliamo poi delle gabbiette che ogni tanto vediamo sui balconi.....
Grazie di averci presentato questo meraviglioso esserino c09