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Il Lagotto: affettuoso e perseverante

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Nonostante sia stata riconosciuta ufficialmente solo nel 1992, la razza del Lagotto Romagnolo ha natali antichissimi. La sua storia comincia migliaia di anni fa, quando le rotte commerciali tra le popolazioni della penisola italiana è quelle orientali fecero incontrare anche i loro cani. Tra questi, ve n'era uno di taglia piccola che dimostrava una grande attitudine all'acqua.

Gli Etruschi lo adottarono non appena ebbero modo di conoscerlo e solo dopo qualche secolo questi cani sbarcarono nella penisola iberica e in Gran Bretagna. Quasi sicuramente l'antenato del Lagotto è il Canis acquaticus di cui parla Linneo. La sua massima diffusione si ebbe nella zona costiera che da Ravenna arriva a toccare il Friuli, passando per le valli di Comacchio. Il loro utilizzo principale era quella di cane da riporto, poi trasformato in un formidabile compagno per la cerca dei tartufi.

Il nome Lagotto deriva dall'appellativo con il quale erano conosciuti gli abitanti della zona costiera adriatica dove questo cane conobbe la sua massima diffusione, che venivano infatti chiamati 'lagotti'. I lagotti abitavano le zone paludose che allora dominavano quella fascia di terra e per questo un cane che dimostrava una così spiccata acquaticità prese il loro nome. Nel dialetto regionale con il termine 'càn lagòt' si intende proprio il cane da acqua o, più precisamente, il cane da caccia in palude.

La taglia è medio-piccola, il peso fino a 16 kg per il maschio, 14 kg per la femmina. La testa è larga all'altezza degli zigomi, naso con stop poco accentuato, tartufo ben sviluppato. Gli occhi sono grandi, rotondi e vivaci, sormonati da lunghe ciglia. Le orecchie grandi rispetto alla testa, lievemente arrotondate, triangolari. Corpo compatto e ben proporzionato. Il pelo lanoso, riccio e semi-ruvido, tipicamente incurvato ad anello.

È un cane intelligente e rapido nell'apprendimento, oltre a essere solitamente estremamente ubbidiente. Non si allontana mai troppo, rimane sempre in vista e accorre al richiamo del suo amico umano. Il fatto che si tratti di un cane molto equilibrato lo rende adatto alla vita in famiglia e la sua calma ne fa un ottimo compagno di giochi per i bambini. Si lega all'uomo in maniera strettissima, il suo padrone è davvero il centro della sua vita, quindi merita tutto il rispetto e le attenzioni del caso.

Allegro e vivace, un vero e proprio toccasana per chiunque abbia bisogno di una buona compagnia che sappia scuoterlo dai momenti di malinconia e lo induca a vedere la vita in modo positivo. È anche un ottimo cane da guardia, essendo dotato di un istinto che lo porta ad avvisare la sua famiglia di qualunque anomalia che i suoi sensi sempre vigili riescono a percepire.

Atletico e giocoso, è perfetto per l'Agility, quindi chi ama la vita all'aria aperta e fare dell'attività fisica con il suo amico a quattro zampe non potrà che innamorarsi di questo cane. La selezione per la ricerca del tartufo ha limitato il suo istinto per la caccia, rendendolo abbastanza indifferente alla presenza di altri animali, che quindi non lo rendono nervoso o agitato durante le passeggiate.

È un cercatore davvero eccezionale, ideale per chi vuole andare a tartufi. È robusto e resistente alle malattie: vita media intorno ai 16 anni. La sua taglia medio-piccola lo rende particolarmente adatto alla vita in appartamento. A patto, ovviamente, che siano soddisfatte alcune sue esigenze imprescindibili, una su tutte lunghe passeggiate che gli consentano anche di correre.

Si tratta di un cane facilmente addestrabile e quindi educabile alle regole della casa. Non dobbiamo però fare l'errore di considerarlo solo un cane da compagnia e quindi trattarlo esclusivamente come tale. È pur sempre un cane da lavoro, quindi mal sopporta l'inattività. Il Lagotto, fin da cucciolo, mostra una spiccata propensione a raspare il terreno, alla ricerca di qualcosa. Un'abitudine che possiamo minimizzare con l'addestramento, ma il suo istinto naturale rimane quello del cercatore.

Riesce a dedicarsi a un'attività all'aperto senza concedersi grosse distrazioni quando incrocia un altro animale: la sua capacità di focalizzarsi su un solo obbiettivo è davvero sorprendente! Anche se l'istinto del cacciatore si è affievolito, la sua abitudine al riporto è rimasta spiccata ed emerge non solo durante la ricerca dei tartufi, ma anche nel gioco.

Il mantello del Lagotto è senza dubbio particolare, certamente la caratteristica fisica che balza subito all'occhio e che lo rende riconoscibile a prima vista. I suoi peli formano riccioli densi e robusti, che formano un'efficace protezione contro rami e spine. La densità e la struttura a riccio rendono il suo mantello una barriera impermeabile: non per niente, stiamo parlando del 'cane d'acqua'!

Un pelo del genere offre anche un riparo contro il freddo: a differenza di molti cani a pelo corto, infatti, il Lagotto non teme nemmeno la neve. Trattandosi di un cane rustico, il suo mantello non necessita di una cura particolare. Quando non viene tagliato, il suo pelo ha la tendenza a infeltrirsi, quindi una tosatura annuale è più che consigliata.

Se lasciato senza controllo, il Lagotto tende a mangiare tanto e senza andare per il sottile. Meglio quindi tenere la sua dieta sotto controllo, con i cibi secchi confezionati che offrono un apporto nutrizionale studiato per cani attivi.

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Commenti   

 
Susi
-1 #1 Susi 2014-02-06 21:55
Razza meravigliosa che posso ammirare dai miei vicini, chiedendomi (dopo aver letto l'articolo un pò meno) quanto ubbidiente e gioioso è diventato malgrado la sua tenuta non proprio ideale!